Route 17 verso nord: lungo la costa della Norvegia in bici

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Il nostro viaggio in bici in Norvegia prosegue a nord ed ormai ci dirigiamo a grandi passi verso la route 17, la strada costiera famosa in tutto il mondo per i suoi panorami e i siti naturalistici imperdibili (la lonely planet la annovera fra le 101 strade più belle del mondo!!!).
Prima di raggiungere la Route 17 però dobbiamo oltrepassare il fiordo di Trondheim, dove termina il tracciato ciclabile europeo Eurovelo 3, e la penisola costellata di laghi di Malm fra insidie nascoste, giornate uggiose ed incontri davvero memorabili!!!

Fossland | Flått 88 km

Al peggio non c'è mai fine, ma oggi abbiamo toccato il fondo e da domani risaliremo, di questo ne sono certo! Ci svegliamo con una certa flemma e dopo aver perso tempo nel valutare la possibilità di un cambiamento di programmi (vedi tornare in Italia anzitempo o fuggire in un paese caldo), risaltiamo in sella decisi a dare ancora una chance alla Norvegia che finora ci ha riservato poche soddisfazioni. Non facciamo in tempo a raggiungere Namsos che un altro diluvio si abbatte su di noi. Davanti a due scatole di biscotti (in questi giorni stiamo affogando la frustrazione nel cibo), decidiamo di spostarci in centro e cercare un bus verso nord per vedere se il tempo più in alto migliora. Anche in questo caso la sorte ci è avversa (oppure no... chissà) e non troviamo indicazioni utili dalla giovane e inesperta dipendente che ci accoglie in quella che tutti ci hanno indicato essere la stazione ma che non ne ha molto le sembianze.
 
Riprendiamo la strada verso nord e la Route 17 non senza qualche difficoltà nell'uscire dal centro città. Alla pioggia si alternano schiarite inaspettate che ci sollevano leggermente l'umore. Il freddo pungente di ieri e del mattino si attenua e dopo un lauto pranzo a base di sandwich raggiungiamo un piccolo borgo insignificante per 361 giorni all'anno, ma che da oggi per quattro giorni sarà la sede di un festival della comicità norvegese che attira migliaia di visitatori da tutto il paese. Strani personaggi si aggirano per le vie mentre noi lo attraversiamo incuriositi ed anche per oggi ci accingiamo a raggiungere un campeggio dove pernottare.
Inaspettato, come un lampo di luce nell'oscurità, arriva l'incontro che illumina la giornata: sulla porta del bagno incontro John con cui inizio a chiacchierare. Insieme alla moglie Daisy sono partiti da Bodø, la porta settentrionale della Route 17, su un tandem a cui hanno attaccato un carrellino in cui comodamente viaggia Brian, il loro piccolo di 10 mesi... completeranno il loro itinerario ciclabile a Trondheim e ci raccontano della felicità del piccolo nel vedere ogni giorno paesaggi nuovi. A loro va la nostra stima ed il nostro ringraziamento per averci fatto comprendere che la volontà di fare prevale su insicurezze e paure dietro le quali si cela spesso pigrizia e comodità.
 

Flått | Vennesund 89 km

Stiamo diventando ripetitivi ma anche oggi la principale protagonista della giornata è la pioggia: ci siamo svegliati sotto l'acqua e stiamo andando a dormire sotto un cielo nero e nubi basse e cariche che puntualmente riversano litri d'acqua sulla nostra testa. Lasciamo il campeggio ottimisti come sempre, confidando di arrivare ai piedi del monte Torghatten, 150 km più a nord. Iniziamo di buona lena ma dopo dieci minuti abbiamo già le scarpe inzuppate ed i piedi fradici con l'umore che già inizia a barcollare... cantiamo a squarciagola canzoni senza senso per farci forza vicendevolmente e ridere un po' di questa situazione ormai tragicomica. La Route 17 si insinua verso nord passando di fiordo in fiordo e sotto le basse nuvole ci lascia intuire quanto maestosi siano i suoi panorami.
 
 
In un sentimento misto tra delusione, rabbia e rassegnazione, proseguiamo a rilento e già dal primo pomeriggio rinunciamo a rincorrere la meta di giornata: arrivarci con un tempo del genere non avrebbe alcun senso. Per un paio d'ore sembrerebbe che il dio della pioggia abbia deciso di concederci una tregua ma è solo un'illusione: riusciamo ad asciugarci a malapena il viso che subito ricomincia il diluvio e siamo nuovamente col morale sotto i tacchi. I fiordi ed i paesaggi attorno a noi sembrerebbero davvero magnifici e questo accresce la nostra frustrazione.
Ci accingiamo, dopo 80 chilometri di calvario, a raggiungere il primo dei sei traghetti che collegano i vari tratti di Costal road quando, in un prato come tanti altri sembrano esserci un paio di cavalli al pascolo... ma non appena ci avviciniamo ci accorgiamo che non si tratta di cavalli ma di alci: due enormi animali con delle piccole corna che fuggono rapidamente nel bosco. Il cuore ancora una volta batte a mille ma non ci siamo ancora ripresi dall'emozione che dall'altro lato della strada, in un'area sosta delle auto, un piccolo animale dal pelo fulvo sta furtivamente frugando col muso nell'erba. Un lampo e sparisce lasciandoci il dubbio in testa: sarà stata una volpe artica? Probabilmente no, ma il solo pensiero di questi due rapidi incontri ci riscalda l'animo. Il supplizio di un traghetto in ritardo di mezz'ora a causa di un guasto e quello di dover montare la tenda sotto una pioggia battente sono meno dolorosi dopo queste piacevoli visioni.
 

Vennesund | Torghatten 65 km

 
Nessuna sveglia per oggi: briglie sciolte e ci si alza quando si ha voglia. Così lasciamo il campeggio quando ormai sono quasi le 11, dopo una colazione calmissima nell'attesa che le scarpe completino la loro opera di asciugatura. Per fortuna oggi è una giornata positiva: il cielo è plumbeo ma non piove! Pedaliamo svogliatamente guardandoci attorno visto che il paesaggio costiero tipicamente nordico ci affascina. Lentamente e con soste continue per fotografare o mangiare (nonostante i chilometri fatti credo che torneremo ingrassati da questo viaggio in bici in Norvegia), proseguiamo il percorso lungo la Route 17verso Bronnøysund, piccola e graziosa cittadina adagiata all'imbocco di un fiordo chiuso verso il mare dall'istmo che culmina con Torghatten, monte famoso in Norvegia per la sua gigantesca apertura che lo trapassa a mezz'altezza.
 
Oggi quindi il nostro orizzonte è dominato dalla sagoma arrotondata del monte che prima sorge gigantesco come un'isola in mezzo al mare e poi, da Bronnøysund in poi, appare come ultimo baluardo della sottile e bassa lingua di terra che protegge il fiordo dalle intemperie del mare aperto. Giunti in città, andiamo prima alla disperata quanto vana ricerca di un pacchetto di pasta ad un prezzo decente, setacciando ogni supermercato, e poi ci avventuriamo nel centro informazioni dove, per l'ennesima volta sperimentiamo l'incompetenza ed inadeguatezza del personale dipendente che non riesce a fornirci mezza informazione utile: sembra proprio che in Norvegia il turismo sia una seccatura più che una possibile fonte di guadagno. Proseguiamo verso Torget dove dovrebbe essere presente un campeggio ai piedi del monte-ciambella che vorremmo, tempo permettendo, salire domani. Appena fuori Bronnøysund scavalchiamo un ponte che ci garantisce un bellissimo panorama sulla città e sulle decine di isole che la circondano ed in un'oretta su una strada per nulla trafficata raggiungiamo il campeggio: posizione splendida ma prezzo stellare... speriamo almeno che domani il tempo ci assista!
 

Torghatten | A piedi nel buco di roccia

Giorno di riposo assoluto o quasi. Diluvia tutta la mattina e noi ci richiudiamo in cucina per scaldarci un po'. Per fortuna nel pomeriggio inoltrato la pioggia cessa e noi decidiamo di salire all'enorme cavità scavata dal ghiaccio nel bel mezzo del monte Torghatten che lo rende un'attrazione particolarmente conosciuta da queste parti. La salita dura poco più di mezz'ora ma facciamo in tempo a prendere la pioggia ancora. Ci ripariamo nella caverna che attraversa la montagna e che è effettivamente impressionante per dimensioni e spettacolare per panorama: dalla parte opposta a quella da cui noi siamo saliti infatti, oltre il buco, è possibile ammirare un arcipelago di piccole isolette che, in una giornata di sole, sarebbero deliziose ma che fanno la loro scena anche con il cielo grigio. Scendiamo dal lato del mare fermandoci spesso per raccogliere mangiare mirtilli e fragoline di bosco e quando raggiungiamo nuovamente il campeggio, il sole si affaccia tra le nuvole: ci concede 30 minuti e noi li sfruttiamo per fotografare la baia magnifica su cui siamo affacciati, rimpiangendo quello che potrebbe essere la Norvegia se solo un po' di sole la baciasse. Facciamo a malapena in tempo a rientrare in tenda che inizia a piovere.
 

Torghatten | Sandnessjoen 74 km

Si riparte verso nord e la temperatura, come è normale che sia, scende. Siamo però ampiamente sotto la media della stagione quando pedaliamo attraverso Bronnøysund, ritornando sui nostri passi per una quindicina di chilometri: il termometro segna un impietoso 8°C... e tanto per gradire dal cielo scende una lieve pioggerellina timida di cui però non ci curiamo, abituati a ben altri standard.
Mi piacerebbe parlare di quanto sia bella la Norvegia, dei magnifici paesaggi che stiamo attraversando, delle mille isole al largo della sua costa, dei picchi rocciosi a strapiombo sui fiordi... ma tutto questo resta per ora solo nell'immaginazione, preservata da uno spesso strato di nuvole. Dopo la deviazione riprendiamo la Route 17 e poco più avanti ci imbarchiamo per il nostro primo traghetto odierno. Il primo cicloviaggiatore di giornata che incontriamo scende mentre noi saliamo, altri 4 di cui due in tandem, salgono mentre noi scendiamo. Il tratto che ci accingiamo a percorrere è un breve lembo di asfalto lungo la costa: 17 chilometri che collegano un imbarco ad un altro e guardando la nostra cartina fa impressione pensare alle centinaia di chilometri quadrati di nulla che si estendono verso l'interno. Purtroppo il ritmo lento ci fa perdere il traghetto e siamo costretti ad attendere il successivo, due ore dopo... si gela, vento e pioggia ci sferzano il viso e così ci rifugiamo in un baretto adiacente all'imbarco: 10 euro per due cioccolate allungate, ma non ce ne pentiamo affatto!
Altri due cicloviaggiatori ci raggiungono, i primi che incontriamo che vanno nella nostra direzione... il forte vento a favore ci spinge e prima di raggiungere il campeggio di oggi, facciamo in tempo a visitare anche una delle sole 7 chiese del nord della Norvegia costruita dove sorgeva una chiesa medievale ed a fianco della quale è stato installato il museo dedicato al poeta Peter Dass. Alla sera facciamo due chiacchiere con dei giovani norvegesi che sono saliti fin qui da Bergen per assistere ad un festival musicale sulla minuscola isola di Træna che attira migliaia di appassionati e con un afgano che è qui per accompagnare due uomini d'affari e che ci dice di aver vissuto a Trapani per due anni. La giornata termina in tenda, a due pedalate dalla Route 17... ancora sotto la pioggia, in un campeggio sul mare con l'isola di Donna proprio di fronte, ancora una volta celata dalle basse nubi.
Leonardo

Cicloviaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide montagne del suo Trentino e dei dintorni del lago d'Iseo dove abita, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, ha dedicato gran parte della vita al cicloturismo viaggiando in Nuova Zelanda, Balcani, Norvegia e molti altri paesi. Ultimamente ha trascorso dieci mesi in bici nel Sud est asiatico e ha attraversato le Ande in bici.
Sito web: www.lifeintravel.it

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