MTB a Trento: sui sentieri tra rifugio Maranza e Chegul

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A distanza di qualche mese torniamo a calpestare con le nostre ruote grasse i sentieri della Marzola in MTB compiendo un itinerario che non sviluppa grandi distanze ma si presenta piuttosto impegnativo e di grande soddisfazione per gli amanti del single track in discesa. Un percorso che, strano a dirsi vista la mia frequentazione decennale della zona, non avevo mai affrontato fino in fondo.

Mappa

 
 

Da Trento al rifugio Maranza

Un percorso ideale per chi voglia trascorrere una giornata in montagna partendo in MTB direttamente dalla città di Trento (in realtà il percorso inizia dal sobborgo della collina di Villazzano, ma con pochi chilometri in più sarà possibile raggiungere la collina dalla città). Dal campo sportivo don Onorio Spada di Villazzano (proseguire in pianura oltre la Chiesa se provenite da Trento), si parte in direzione di Povo ma poche centinaia di metri più avanti, prima di raggiungere un altro campo sportivo e dopo aver oltrepassato un parcheggio, si svolta in salita a destra. Quando la strada spiana svoltando nuovamente a destra, teniamo sempre in salita la sinistra fino a raggiungere una piccola chiesetta nei pressi della frazione di Gabbiolo.
Qui svoltiamo a sinistra ancora in piano ed attraversiamo il piccolo e grazioso centro (è possibile riempire la borraccia alla fontana della piazzetta) per proseguire fino alla località Salè di Povo. Al primo incrocio teniamo la destra in salita e quindi nuovamente la destra, sempre in salita, sbucando infine su un ampio tornante della strada che da Povo conduce a Oltrecastello. Prima del nuovo asilo svoltiamo a destra su una strada a senso unico piuttosto pendente che ci condurrà fino all'abitato di Borino. Oltrepassiamo la rotonda tenendo sempre la strada che in salita verso destra conduce al passo del Cimirlo che raggiungeremo in un paio di chilometri lungo i quali avremo modo di "rompere il fiato". Dopo una breve pausa ristoratrice al passo del Cimirlo (730m), spesso meta o punto di partenza di numerose nostre escursioni come ad esempio il giro della Marzola o l'itinerario sul monte Celva, proseguiamo sempre in salita verso il rifugio Maranza (a destra) che si raggiunge dopo circa altri sei chilometri (di cui due di pianura). Il rifugio recentemente ristrutturato è aperto nei fine settimana e tutta la settimana nel periodo estivo.
MTB da Trento alla Maranza

Fuoristrada dal rifugio Maranza al monte Chegul

Qui si abbandona l'asfalto salendo verso malga Nova (la strada si stacca sulla sinistra dal parcheggio appena sotto il rifugio). Prima di raggiungere un'ampia radura la strada compie un tornante: potrete proseguire sul tracciato principale oppure deviare a sinistra e tagliare il prato dove sono presenti anche faggi secolari per ricongiungervi in prossimità della malga al percorso principale. Oltrepassata una stanga, il sentiero sale ancora per poco scollinando a quota 1250m circa dove si trova l'indicazione per il senter dele pegore sulla destra. Il sentiero è stretto e tecnico e piuttosto esposto quindi vi sconsiglio di percorrerlo se non siete sicuri dei vostri mezzi.
Noi abbiamo preferito proseguire sul tracciato principale (anche perchè da poco oltre il rifugio Maranza abbiamo trovato un lieve strato di neve che ci ha costretto a spingere a tratti la bici) e scendere per qualche centinaio di metri per ricongiungerci alla strada forestale che sale da Fontana dei Gai.
Per chi avesse fiato e gambe è possibile accorciare il percorso ma rendere la salita più impegnativa deviando a sinistra in località Castelet su strada forestale, dopo circa nove chilometri, verso malga Fontana dei Gai, evitando di salire fino al rifugio Maranza e ricongiungendosi in questo punto all'itinerario da noi percorso.
Di nuovo in salita sulla destra abbiamo affrontato gli ultimi chilometri di ascesa davvero dura fino agli Stoi del Chegul, poco sotto la cima del monte omonimo (sono presenti delle rovine utilizzate come magazzini durante la guerra, ma anche qualche tavolino ed un campo da bocce... se vi venisse voglia di una partita!).
 

Sentiero 411, divertente e tecnico single track

Conclusa la fatica per le gambe, inizia quella per le braccia sul divertente e tecnico sentiero 411 che si imbocca proseguendo verso nord. Solo i più abili (non io) riusciranno a pennellare gli stretti tornanti senza dover scendere di sella! Ignorando il sentiero attrezzato Bertotti che scende sulla sinistra, in poco tempo raggiungiamo la strada percorsa qualche ora prima in salita verso il rifugio Maranza e la attraversiamo per riprendere (sopra al parcheggio) lo stesso sentiero che scenderà ancora fin sotto il passo Cimirlo.
Un altro incrocio con la strada asfaltata e scendiamo ancora per un po' su sterrato per raggiungere l'abitato di Borino e quindi l'asfalto. Il rientro all'auto nel sobborgo di Trento segue praticamente lo stesso percorso dell'andata evitando di scendere in contromano la stretta stradina poco oltre la rotonda di Borino (seguite la strada principale ed allo stop svoltate a sinistra). Giunti poi a Gabbiolo proseguite dritti e scenderete nel piccolo e carino centro di Villazzano (in piazza svoltate a destra in discesa ed alla rotonda nuovamente a destra per raggiungere il centro don Onorio Spada) concludendo questo bel percorso  in MTB sul versante orientale della valle dell'Adige da Trento.

Il tracciato è breve ma piuttosto impegnativo, la salita fino al rifugio Maranza è asfaltata mentre la discesa è tecnica fino a Borino.

Leonardo

Cicloviaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide montagne del suo Trentino e dei dintorni del lago d'Iseo dove abita, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, ha dedicato gran parte della vita al cicloturismo viaggiando in Nuova Zelanda, Balcani, Norvegia e molti altri paesi. Ultimamente ha trascorso dieci mesi in bici nel Sud est asiatico e ha attraversato le Ande in bici.
Sito web: www.lifeintravel.it
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