Monte Celva in MTB con Casio Pro Trek PRW-6000

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Un altro itinerario in MTB a Trento, questa volta dietro casa, per scoprire le fortificazioni presenti tra Valle dell'Adige e Valsugana e per allenarsi un po' in quest'inverno fin troppo mite. La meta del giro odierno in mountain bike è il monte Celva sulle cui pendici si trovano numerose testimonianze della Grande Guerra, dal forte Roncogno all'ex-osservatorio passando per il sentiero dei 100 scalini scavato nella roccia. Il duplice scopo di questo itinerario - allenamento ed esplorazione - mi ha convinto ad uscire con l'orologio Casio Pro Trek PRW-6000 1er al polso per monitorare dati cronometrici ed altimetrici dell'anello.

Mappa

 
 

Pro Trek, compagno di viaggio

Prima di descrivervi l'itinerario, vi voglio parlare un po' di un compagno fedele che ormai mi accompagna spesso nelle nostre escursioni in MTB e in montagna. Ricordo che da ragazzo il mio miglior amico, appassionato di orologi, un giorno si presentò con un Casio Pro Trek al polso ed iniziò a decantarne le lodi. Io, scettico, gli davo ragione più per perbenismo che per convinzione. Oggi, a quasi vent'anni di distanza, quando ci rivediamo lo vedo ancora con lo stesso orologio al polso: cinturino nuovo, qualche graffio, design un po' retrò, ma sempre funzionante e preciso.  Vi avevo già parlato del Casio PRO TREK PRW-6000 1er, un orgolgio outdoor che già dal nome è una garanzia. Ora che ho avuto l'occasione di provare un orologio di questa serie ormai mitica, non posso che dare ragione al mio amico: comodo, solido, preciso, utile... devo ancora trovargli un difetto.
Il PRW-6000 1er mi torna utile anche in casa, quando faccio un po' di stretching lo uso per cronometrare i tempi degli esercizi costringendomi a restare in posizione per almeno 30". 
casio pro trek prw 6000

Salita al forte Roncogno

Ma veniamo al nostro itinerario odierno. Partendo dal campo sportivo Don Onorio Spada di Villazzano, dove è presente anche un ampio parcheggio per le auto, ci dirigiamo verso il Povo, prima sulla breve pista ciclabile, quindi sulla strada principale fino al campo sportivo dove giriamo a destra in salita. Proseguiamo fino a raggiungere il piccolo centro di Gabbiolo dove è presente anche una fontana per riempire le borracce se siamo partiti scarichi. Dopo aver passato la località Salè di Povo, si sale verso Oltrecastello per deviare su una ripida salita a destra e raggiungere la località Borino. Qui c'è un'unica strada asfaltata che sale al passo Cimirlo e noi imbocchiamo quella fino a raggiungere un grande caseggiato in località Eremo (lo vedete scritto sulla casa). Svoltiamo a sinistra con un breve tratto pianeggiante e quindi giunti ad un bivio teniamo  la destra di nuovo in salita. La strada è chiusa ma al suo termine, oltre una stanga, parte un sentiero piuttosto sconnesso ma abbastanza ampio e quasi tutto percorribile, a parte gli ultimi metri troppo pendenti almeno per noi! Questo tratto suggestivo si conclude poco sopra al passo Cimirlo, uscendo sulla strada che conduce al parco giochi e al forte Roncogno. Scendiamo pochi metri ed al tornante svoltiamo a sinistra seguendo le indicazioni per il forte che raggiungiamo in poche pedalate. 
Il forte di Roncogno è uno dei forti austriaci che faceva parte della fortezza di Trento e che aveva il compito di sbarrare la via agli italiani provenienti dalla Valsugana. Costruito tra il 1879 e il 1881, al momento dello scoppio della guerra era già obsoleto e per questo fu abbandonato e gli armamenti vennero spostati in apposite caverne di cui vi parlerò più avanti. Nel 2009 la provincia di Trento ha disposto una ristrutturazione del forte che oggi presenta una sala espositiva, un magazzino e i servizi igienici. 
postazione 100 scalini

Sul monte Celva tra trincee e fortificazioni

Lasciamo il forte Roncogno che, dando un'occhiata all'altimetro sul Pro Trek PRW-6000 1er, si trova a circa 805 m ed imbocchiamo il sentiero che s'inerpica verso il monte Celva ritornando sui nostri passi per pochi metri. Il primo tratto è pedalabile ed in breve si incontra una fuciliera rivolta verso la Valsugana e il passo Cimirlo. Proseguendo lungo il sentiero 419, una breve deviazione sulla destra conduce all'imbocco del sentiero dei 100 scalini e poco oltre ad un ampio panorama sulla valle. Lasciamo le bici, accendiamo il frontalino portato per l'occasione e ci addentriamo nella roccia: il sentiero dei 100 scalini è in realtà una grotta con due postazioni d'artiglieria e una scala (conta realmente 100 scalini) che conduce ad un "camino" a cielo aperto collegato ad una postazione dove ora è presente la croce del Celva. 
Risaliti in bici rientriamo sul sentiero 419 ma da questo punto in poi siamo costretti a spingere. In pochi passi si arriva all'ex-osservatorio (885 m) dove ci si perde ad esplorare tutto il complesso di trinceramenti e manufatti ottimamente conservati. Una volta completata la visita si prosegue verso la cima del monte Celva: poche pedalate nel primo tratto e poi si è nuovamente costretti a mettere la bici in spalla per affrontare anche un piccolo tratto attrezzato con un cordino d'acciaio. Non è complicato ma le raccomandazioni di attenzione non sono mai troppe! Si spinge la bici ancora un po' per arrivare all'ampia spianata sulla cima del monte Celva (1010 m) dove sono ancora presenti manufatti della Grande Guerra. Il panorama a 360° che si gode da quassù ripaga della fatica fatta per raggiungere la vetta: Trento, la valle dell'Adige chiusa ad ovest dalla catena del Brenta; Pergine, il lago di Caldonazzo e la catena del Lagorai ad est. 
cima celva panorama

Single track verso Oltrecastello

Stacco dal polso il Pro Trek e lo lascio sulla panchina per vedere la temperatura mentre mangio qualcosa (tenendolo al polso il sensore è troppo influenzato dalla nostra temperatura corporea): 14.5°C il 20 gennaio!!! Sole, cielo terso e un bel panino: cosa chiedere di più? Un bellissimo e divertente single track che ci aspetta in discesa!
Risaliamo in sella e ci gettiamo a capofitto passando sotto l'enorme pannello telefonico di fronte a noi. Il sentiero di discesa è più facile di quello fatto in salita e per questo per il 95% pedalabile. Tecnico e divertente, è anche suggestivo in quanto si snoda in un bel bosco di faggi. L'unica pecca che posso trovare è che sia un po' breve: 400m di dislivello circa. Giunti in fondo al sentiero teniamo prima la sinistra e poi la destra per rientrare sulla strada secondaria che porta ad Oltrecastello. Poco dopo averla imboccata la lasciamo di nuovo sulla sinistra (indicazioni CAI) per un ultimo breve tratto fuoristrada. 
pedalare nelle trincee
Da Oltrecastello imbocchiamo la strada seguita all'andata per rientrare al punto di partenza del nostro itinerario, breve ma intenso sia dal punto di vista storico-paesaggistico che da quello tecnico. Controllo i dati parziali sull'orologio Pro Trek PRW-6000 1er e scopro che ce n'è ancora di allenamento da fare per giungere ad un livello di forma discreto... per intanto però ci siamo anche divertiti e questo basta per renderci soddisfatti.
Tra i percorsi MTB alternativi che vi consiglio nei pressi di Trento ci sono l'itinerario MTB al rifugio Maranza e sul Chegul oppure il percorso MTB tra Passo Cimirlo e Alta Valsugana ma ne trovate tanti altri nella sezione dei percorsi MTB di lifeintravel.
Monte Celva in MTB con Casio Pro Trek PRW-6000 - 5.0 out of 5 based on 1 vote
Leonardo

Cicloviaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide montagne del suo Trentino e dei dintorni del lago d'Iseo dove abita, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, ha dedicato gran parte della vita al cicloturismo viaggiando in Nuova Zelanda, Balcani, Norvegia e molti altri paesi. Ultimamente ha trascorso dieci mesi in bici nel Sud est asiatico e ha attraversato le Ande in bici.
Sito web: www.lifeintravel.it

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