In bici nel Salzkammergut | Tra i laghi di Salisburgo sulle note di Mozart

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Otto agosto... la sveglia per questa nuova avventura suona implacabile alle 5.00 di mattina…io tengo botta ma Luca, il mio compagno di avventura no, così tocca a me guidare fino a Villach, prima stazione ferroviaria austriaca, dove prenderemo il treno che ci porterà in due ore e mezza fino Salisburgo.
Dopo aver caricato le biciclette e le borse nel vagone apposito prendiamo posto sui sedili e ci facciamo cullare dal treno ammirando gli splendidi panorami austriaci dal finestrino: stiamo passando la catena montuosa dei Tauri, parco nazionale: tranquilli paesini di baite di legno strabordanti di fiori colorati si inerpicano sui ripidi versanti delle montagne, circondate da prati verdi e boschi di faggi ed abeti. Uno spettacolo!

Austria in bicicletta: nel Salzkammergut

Arrivati in stazione come sempre rimaniamo colpiti dallo stile austriaco. La stazione è grande e caotica, ma pulita e piena di gente con zaini, tende e biciclette!!!!! Imbocchiamo la ciclabile subito fuori alla stazione e nemmeno in 15 minuti di pedalata usciamo dalla città e ci ritroviamo a pedalare tra prati, ruscelli e boschetti di faggi che ci regalano la tanto desiderata ombra in questa bellissima giornata di sole. Qui siamo già sulla “Salzkammerradweg”, ovvero la pista ciclabile R2 che ci accompagnerà per circa 300 km durante tutta la nostra vacanza nel Salzkammergut,la zona di laghi del salisburghese. Neanche a dirlo, essendo in Austria, la ciclabile è tenuta in maniera impeccabile, ben segnalata con panchine e cestini dei rifiuti ogni poche centinaia di metri. Pian piano ormai stiamo entrando nello spirito della vacanza e ci dirigiamo verso il primo lago del giro, il Mondsee, ansiosi di berci una bella grosses bier (birra grande) sulle sue rive.
Che delusione però quando ci arriviamo sudati e accaldati e ci accorgiamo che il lago è tutto recintato da terreni privati, tanto che non si riesce neanche a rinfrescare i piedi nelle sue invitanti acque! Stanchi e delusi affrontiamo un piccolo passo a 600 metri s.l.m. e decidiamo di fare pausa pranzo al Krottensee, un piccolo lago alpino dall’ acqua ghiacciata, ma che almeno è circondato da un bel prato verde libero!lago austria
Dopo qualche panino mangiato sulla morbida erbetta di montagna il mondo ci pare più roseo e cominciamo a scendere verso il lago successivo, il Wolfgangsee dove finalmente nel paesino di St. Gilghen riusciamo a fare un bel bagno ristoratore nella bella spiaggia pubblica. Non è certo come essere al mare...ma gli austriaci sono riusciti ad arrangiarsi per bene in mancanza: spiaggette di sabbia o erba, moli galleggianti con trampolini per tuffarsi e un bel bar-ristorante sulla spiaggia rendono ancora più piacevole una giornata trascorsa a sguazzare nell’ acqua fresca circondati da splendide montagne.
Come prima tappa ci sembra di aver fatto abbastanza e decidiamo quindi di fermarci in un campeggio a conduzione familiare poco più avanti, sempre sulla riva del lago; purtroppo il posto è strapieno ma la signora della reception molto pratica (e viste le nostre facce stanche) ci trova un posticino praticamente sull’aiuola d’erba davanti la reception. Fa un po’ “cuccia del cane”... ma si fa di necessità virtù!spiaggia lago austria

Zigzagando tra i laghi

Oggi svegliati presto, alle 6.30, dalla pioggia che ha cominciato a battere dispettosa sul telo della tenda.
Smontata la tenda a fatta una veloce colazione partiamo rapidi per non perdere traghetto che, in 5 minuti di navigazione ci porta sulla sponda opposta del lago, a St. Wolfang, il paesino natale della madre di Mozart ed uno dei più belli della zona (dicono, visto che noi sotto la pioggia non abbiamo modo di apprezzarlo appieno). Da qui parte anche una ferrovia a cremagliera che porta sulla cima del monte Schafberg a 1728 metri in 50 minuti. Noi però snobbiamo la ferrovia e continuiamo a pedalare sotto la pioggia battente, protetti dalle nostre cerate fino alla punta del lago, a Stobl, per poi proseguire fino Bad Ischl.
Nella piccola ma viva cittadina imperiale fu annunciato il fidanzamento tra Francesco Giuseppe e Sissi e noi respiriamo ancora un po’ di aria asburgica fermandoci per riscaldarci in un Cafè del 1826 pieno di ritratti di Franz Josef. La pioggia sembra darci una leggera tregua e noi continuiamo a pedalare verso l’Halstattersee, ma a Bad Goisern ci arrendiamo e cerchiamo riparo in una Gasthof per pranzare con una buona zuppa calda ed una Wiener schnitzel. Per raggiungere la nostra meta di oggi, Obertraun, continuiamo a percorrere sempre la R2 che ora corre tranquilla e silenziosa in riva allo scuro lago, stretta tra la riva e le pendici della montagna lontano dal traffico delle auto. Gli unici nostri compagni di avventura ora sono alcuni caprioli che ci guardano perplessi da sotto le fronde dei faggi, forse pensando a quanto siano strani sti umani che arrancano pedalando sotto la pioggia battente e fredda.
Arrivati al paesino sul fiume Traun troviamo da dormire in una Privatzimmer a casa di una coppia di anziani. Dopo aver sistemato i bagagli non cediamo alla tentazione del letto comodo ed ammaliante, ma rimontiamo sulle nostre bici e pedaliamo (5 km) fino Hallstatt, bellissimo paesino arrampicato sul fianco della montagna. C’è così poco spazio che le case sono addossate le une alle altre su due livelli: quelle sulla riva del lago sono praticamente costruite su piloni sopra l’acqua, mentre quelle superiori sono abbarbicate sulla pietra come stambecchi. Perfino nel cimitero, posto accanto alla bella chiesa in stile gotico con due splendidi altari barocchi, c’è problema di spazio, tanto che fino al 1983 i morti venivano disseppelliti ogni 10/15 anni e se ne teneva solo il teschio che dopo esser stato pulito e decorato con la data e vari disegni veniva conservato nel ossario della chiesetta.cimitero austria
Tutte le case qui sono curatissime quasi da sembrar bomboniere: piene di fiori, gerani ed alberi da frutto fatti crescere su graticci di legno. Tornati a “casa” dopo una cenetta veloce a base di Apfelstrudel (strudel di mele) andiamo a dormire alle 21.00 da bravi teutonici importati.
 

Sfidando la pioggia

Anche oggi la pioggia “allieta” il nostro risveglio, ma almeno la super colazione con affettati, uova e dolcetti servitaci dalla signora ci tira su il morale. Un po’ meno depressi partiamo quindi, bardati di tutto punto con il vestiario antipioggia verso la prima tappa dei questa giornata: la cittadina di Bad Aussee che domina dall'alto un altro lago, il Grundlsee. La strada si fa subito ardua perché, invece che pedalare sul fondovalle vicino al torrente, la ciclabile ci fa salire in alto, sempre in salita anche con pendenze del 20%! Accaldati e sudati poi scendiamo in picchiata verso il paese arrivando bagnati e ghiacciati e neanche un cappuccino caldo in un bar riesce a scaldarci per bene! Visto il tempo non ci fermiamo ad ammirare il lago ma proseguiamo dritti verso un altro ancora, l’Altaussersee, dove arriviamo però affrontando delle salite improponibili, col 25% di pendenza, tanto da farci scivolare anche a piedi spingendo le biciclette stracariche! pedalando austriaDopo una veloce foto di rito sulle rive del lago (visto che piove ancora) ripartiamo subito seguendo il corso del torrente Augustbach fino a giungere ad una stazione sciistica; qui prendiamo una strada forestale che in 13 km dovrebbe riportarci a Bad Ischl ma dopo un paio di chilometri arriviamo ad un rifugio dove finisce la ciclabile e comincia un percorso per mountain bike! Preoccupati (ma con scarsissima voglia di tornare indietro) lo imbocchiamo fidandoci delle capacità tecniche delle nostre bici da cicloturismo… Per fortuna il percorso è tutto in discesa, con un fondo accettabile e si rivela veramente bello: pedaliamo circondati dai boschi accanto al vivace torrente e passando sotto a parecchie cascate. Essendo discesa però ci raffreddiamo di nuovo e quando giungiamo ad un rifugio dedito allo sci da fondo non indugiamo neanche un secondo a fermarci per un buon thè caldo ristoratore!
Ultimi chilometri e ritorniamo a Bad ischl che aggiriamo velocemente per riprendere la ciclabile lungo il fiume Traun. Il bel falsopiano in discesa dal fondo asfaltato ci fa andare veloci ed in poco tempo arriviamo in vista del lago Traunsee, nostra meta di oggi. Abbiamo problemi però a trovare alloggio (nonostante i l tempo è comunque alta stagione) e finiamo per prendere una stanza all’Hotel Post ad Ebensee. Una meritatissima doccia calda e poi a cena alle 18.30, con tanta gioia di Luca che adora questi ritmi nordici.cascata austria
 

Attersee, il lago più grande...

Oggi sveglia asciutta ma, tempo di ingozzarci con la classica colazione del ciclista (2 panini con affettati e 3 con la marmellata per far fondo durante la giornata) e già ha ricominciato a piovere... mannaggia! Ripartiamo sotto le nostre mantelle e con le pive nel sacco. Lasciamo Ebensee pedalando sulla ciclabile che ci fa evitare alcune trafficate gallerie e ci fa passare per Traunkirchen, bel paesino la cui chiesa si staglia su un cocuzzolo roccioso in mezzo al lago, per farci giungere a Gmunden, capoluogo della zona e cittadina abbastanza trafficata. Visto che alle nostre spalle stanno incombendo nuvoloni ancora più neri e minacciosi di quelli che ci sovrastano decidiamo di cercare riparo in un bar, dove finalmente trovo una connessione wi-fi (cosa estremamente rara in Austria!). Ci rilassiamo un po’ sui comodi divanetti vista lago... ma il temporale non arriva, anzi spunta perfino un beffardo raggio di sole e così decidiamo di ripartire subito, finalmente liberi dalle armature antipioggia! La ciclabile, per farci uscire dalla città ed evitare uno svincolo autostradale, ci porta a fare un giro assurdo facendoci allungare il percorso di 5 km, ma la deviazione non è per niente male: possiamo pedalate tra campi di mais, fattorie e frutteti che, con il cielo ora quasi azzurro offrono un bellissimo spettacolo!bicicletta austriaPassati quindi sotto l’autostrada A1 pedaliamo ora in una zona collinare: non siamo più stretti tra le incombenti montagne di ieri ma procediamo tra piacevoli saliscendi passando fra terreni coltivati e boschetti di betulle nei quali ancora aleggia l’odore di pioggia e muschio bagnato. L’ora di pranzo (ed un breve acquazzone) ci colgono a Schorfling e decidiamo all’unisono per una tappa tecnica a base di frittensuppe (brodo con frittata), leberknodelsuppe (brodo con gnocco di pane) e palacinke (crepes) finali. Con una lunga discesa planiamo poi veloci verso l’Attersee, il più grande dei laghi che tocchiamo durante la nostra avventura, ed arriviamo alla sua punta settentrionale dove c’è un bel lungolago pieno di gente che passeggia. Noi ci immaginiamo già a pedalare per svariati chilometri sulle sue rive ombreggiate e tranquille, ma la ciclabile sembra pensarla diversamente: i cartelli segnavia ci guidano di nuovo in alto tra le colline fino al paesino di St. Georgen; la salita è ardua ma la vista del lago color smeraldo attorniato da prati verdi illuminati finalmente dal sole e ci ripaga della bella sudata!verso il temporale
Affrontando vari saliscendi e pedalando tra fattorie, boschi e d allevamenti di cervi arriviamo finalmente a Unteracht, la cittadina sulla punta meridionale del lago dove è d’obbligo una sosta sul bel molo di legno dove attraccano i traghetti, per farci riscaldare dal sole sgranocchiare dolcetti alle noci tipici della zona. Ormai sono le 17.00 e cominciamo a guardarci attorno per cercare una sistemazione (ancora una volta in pensione perché prevedono pioggia anche stanotte), ma riusciamo a trovarla solo ad Au, un paesino lungo la statale 151 perché, ci spiega una signora, il giorno dopo in paese dovrebbe esserci una grande festa sul lago e quindi tutti gli alloggi sono besetz, esauriti. Ma a noi va più che bene, perché troviamo una bella casa di campagna con una zimmer frei (camera libera) dove la padrona di casa ci accoglie calorosamente dall’alto di un albero, dove stava raccogliendo la frutta per fare la schnapps (grappa) in casa. Per cena finalmente variamo un po’: un bell'arrosto di maiale saltato in padella in una gasthof sulle rive del Mondsee, che dal paesino dista pochi minuti a piedi e finiamo la giornata in bellezza guardando le stelle cadenti sotto un cielo finalmente terso.
 

La pioggia non molla...

Memori di ieri sera oggi speravamo di alzarci con il sole, ma niente! Il meteo ha imbroccato le previsioni e quindi fuori piove di nuovo! Con un paio di panini di affettati nella pancia ripartiamo quindi nelle nostre tenute antipioggia: circumnavighiamo tutto il Mondsee e cominciamo a scollinare verso l’Irrsee sotto una pioggerella fina ma molto fastidiosa. Ci si mette anche il vento contro, così raggiungiamo la sponda del lago intrizziti tanto che nel primo bar che troviamo non sappiamo se ordinare un caffè o un bel punch caldo! Decidiamo di pedalare ancora una decina di chilometri per avvicinarci a Salisburgo e per vedere se magari le condizioni migliorano, ma niente: pioggia e vento continuano imperterriti! Così arrivati a Kostendorf decidiamo di pranzare in una gasthof del 1723 e chiediamo (vergognosamente già alle 13.30!) una stanza. Siamo proprio cotti e passiamo il restante pomeriggio tra docce calde e riposo sotto i morbidi piumini prima di scendere per una veloce camminata in paese e per goderci la cena a base di spatzli al formaggio e dolce di albicocche fatto in casa!
 

Salisburgo in bicicletta

Oggi finalmente ci svegliamo con il sole! Evviva! Entusiasti prepariamo veloci le borse e dopo la solita colazione del ciclista saliamo subito in sella. Oggi pedaliamo immersi in tutt’altro panorama: dolci colline di un verde brillante circondate da belle montagne coperte di abeti, tra le cui cime sono ancora impigliate le ultime nuvole della notte. Chalet di legno strabordanti di fiori, mucche e pecore al pascolo che ci guardano placide mentre pedaliamo sotto un cielo limpido ed azzurro... sembra quasi impossibile esser nello stesso posto idi ieri!ciclabile austria salisburghese
Scalate le ultime colline piene di fattorie ci tocca dire addio a questo bel ambiente rurale, ora scendiamo veloci verso Salisburgo, la nostra meta finale: in lontananza si vede già la città sovrastata dalla sua bianca fortezza. Arrivati a valle diciamo addio anche alla ciclabile R2, ormai diventata come un’amica per noi, per imboccare la ciclabile del fiume Salzach che ci accompagnerà fino in centro città. Ultimi chilometri ed arriviamo ad una campeggio appena fuori città dove montiamo veloci la tenda e ci diamo una sistemata in abiti “civili”. Anche se ci troviamo fuori la periferia della città, la ciclabile in 10 minuti ci porta esattamente nel centro storico della vecchia città del sale. Tentiamo subito un giretto per le vecchie vie del centro ma ci sono troppi turisti in giro (o forse siamo noi ormai poco abituati ad aver troppa gente attorno) così decidiamo di battere in ritirata presso la birreria Augustiner, un vecchio monastero dove i monaci producevano la birra. Ora l’edificio non è più un monastero, ma vi si produce ancora l’ottima birra a caduta tanto che io e Luca ne gustiamo un litro e mezzo a testa come se nulla fosse, mangiucchiando bratwurst e apfelstrudel seduti sotto i vecchi castagni ombrosi nel giardino estivo della birreria! Favoloso! Per non sentirci troppo in colpa e per fare anche i turisti “seri” decidiamo di affrontare di nuovo la calca e di fare un giro in centro a piedi per vedere con calma la casa natale di Mozart, il monumento a lui dedicato, le belle piazze ariose che circondano il duomo cittadino ed il teatro dell’opera dove nonostante sia appena tardo pomeriggio c’è già una sfilata di gente in ghingheri per lo spettacolo di stasera: signore in vestito lungo, uomini in smoking passeggiano tranquillamente per i vicoli del centro sottolineando ancora di più il carattere curato ed elegante di questa città. Oggi è purtroppo l’ultimo giorno: dopo esserci alzati ci tocca quindi smontare e reimpacchettare tutto sulle nostre bici. Belli carichi torniamo quindi in città per un’ultima visita. Oggi abbiamo in programma di visitare la fortezza di Honensalzburg che dall’alto del colle sorveglia tutta la città e di cui ne è anche praticamente il simbolo. salisburgoCominciata a costruire attorno all’anno 1000 la fortezza nei secoli è stata rimaneggiata e ampliata dai vari vescovi che dominavano la città e con essa il controllo del mercato del sale, la vera ricchezza naturale di questa zona e dal quale deriva anche il nome della città stessa. Con la paura di lasciare incustodite le bici con tutto il nostro carico, decidiamo di non prendere la funicolare che i pochi minuti porta alla fortezza, ma come coraggiosi bersaglieri scaliamo la montagna in bici al assalto del bianco castello! Visitiamo poi tutto l’edificio: i vari musei sulla vita quotidiano, sulla guerra e sui metodi di difesa, i vari cortili interni e la torre dei cannoni dalla quale si gode di una splendida vista a 360 di tutta la regione del salisburghese.
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