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I pescherecci di Essaouria
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by Paola Tartaglino

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Escursione: media Periodo adatto: primavera-estate-autunno-invernoPeriodo adatto: primavera-estate-autunno-invernoPeriodo adatto: primavera-estate-autunno-invernoPeriodo adatto: primavera-estate-autunno-inverno

Da Trento: Si procede lungo l'A22 autostrada del Brennero in direzione di Bolzano fino a raggiungere in circa un'ora l'uscita di Chiusa (Klausen). Faciulmente individuabili sono le indicazioni per la valle di Funes dove si giungerà in circa mezzora di tempo. La Valle è interessante dal punto di ista paesaggistico in particolar modo nel tratto iniziale provenendo da Chiusa dove è stretta e davvero somigliante ad un canyon, più avanti si allarga assumendo la talvolta monotona armonia delle valli alpine e finalmente si incontra la deviazione sulla sinistra per la Malga Zannes dove sarà possibile parcheggiare l'auto per iniziare il trekking con ciaspole(a pagamento anche se noi essendo in bassa stagione abbiamo rischiato non pagandolo!!!).

Segnaletica a malga Zannes

Dalla terrazza della malga a 1689 m, è subito distinguibile dinanzi a noi l'imponente gruppo delle Odle dalla forma caratteristica ed unica che ci accompagnerà all'orizzonte per l'intero percorso.

Al bivio iniziale , seguiremo la segnaletica per il rifugio Genova, prediligiamo il tracciato che inizia davanti alla malga con un pannello informativo al limitare. Una parte del sentiero innevato è esclusiva di bob e slittini, mentre la diramazione più a destra è il vero e proprio percorso.

Procedendo lentamente rallentati dalle ciaspole che non sappiamo più come tenere in mano abbiamo di continuo la visione dei massicci delle Odle che svettano imponenti solleticando le nuvole scure che le sovrastano presagendo ,per l'imminente proseguo della giornata ,piogge o addirittura nevicate.

Il single track, dopo il primo chilometro costeggiando un torrente, inizia ad addentrarsi nel bosco ed a salire dolcemente ostacolando la nostra andatura con la massiccia presenza di neve che ci continua a far sprofondare e cadere fra risate e sbuffi. Finalmente giungiamo ad un pianoro dove sono segnalati almeno quindici percorsi differenti e subito mi balza in testa l'idea che trascorrere qualche giorno consecutivo da queste parti dormendo in rifugi o bivacchi non sarebbe affatto male.

Proseguiamo sulla sinistra seguendo ancora una volta le indicazioni per il Rifugio Genova e, fra soste fotografiche, cadute nella neve alta e fresca e cani giocherelloni raggiungiamo il gruppo che ci aveva preceduto nell'ascesa sprovvisto di ciaspole e dell'attrezzatura e permettiamo a tutti di continuare il trekking verso il rifugio.

Il fuoripista ci regala momenti di puro divertimento mentre cerchiamo di orientarci al meglio distratti da impronte sconosciute che stimolano continuamente la nostra curiosità. In circa mezz'ora possiamo concederci una pausa nei pressi della malga Gampen. La segnaletica per il rifugio Genova è stata sommersa quasi interamente dalle copiose nevicate stagionali e a fatica si distingue la via da seguire per risalire lungo gli ultimi duecento metri del costone roccioso. Scegliamo di fermarci qui allertati dai molteplici incidenti mortali avvenuti quest'anno in montagna a causa delle valanghe e ci accontentiamo di ammirare la baita dalla malghetta sottostante. Dopo un'abbondante pranzo, iniziamo la discesa scegliendo una via differente che ci riporterà però allo stesso punto di partenza. Fra scivolate con il sottochiappa e battaglie di palle di neve, giungiamo alla malga Zannes in orario per una risanante cioccolata calda dopo circa un'oretta di cammino ad andatura rilassata.

Escursione con splendidi panorami sul gruppo delle Odle, da effettuare preferibilmente con tempo soleggiato in primavera inoltrata per evitare le difficoltà dovute alla massiccia presenza neve ed il rischio valanghe (assente fino a malga Gampen).

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