Via della Seta in bici: intervista al cicloviaggiatore Norman Polselli

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Dopo averlo letto sul web, abbiamo incrociato Norman ad Immagimondo 2015 ed è subito stata empatia. Un gigante buono, timido ma sognatore e avventuroso. Abbiamo scambiato qualche chiacchiera e seguito il suo racconto del viaggio in bici sulla via della Seta, in Asia Centrale. Subito abbiamo pensato che tu, lettore di questo sito, saresti rimasto affascinato come noi davanti ai racconti delle avventure di Norman. Così è nata questa breve intervista per scoprire una delle sue ultime avventure che Norman racconta anche nel libro Otkudà-In bici sulla via della Seta.

Ciao Norman, ci racconti un po' di te e del tuo lato cicloviaggiatore?

Raccontare se stessi è impresa difficile per chiunque. Quello che posso dire è di non esser diventato chi o cosa sperassi di diventare da ragazzino. Non sono testimone del sogno fatto realtà, ma forse della realtà divenuta sogno. Faccio quello che amo, viaggiare e raccontare cosa ho visto, capito, vissuto.

Viaggiare in bici per me non è un feticcio, non è, e non sarà mai, lo scopo, ma solo il mezzo per comprendere meglio un territorio, per cucire rapporti umani, per ascoltare storie, per far parte di un paesaggio e non fuggirne via.

Norman Polselli
La bici è il mezzo migliore considerando il rapporto velocità\qualità di conoscenza dei luoghi visitati. Permette di immergersi completamente in una realtà nuova, limitando il tempo che servirebbe nel farlo a piedi. Il tutto è iniziato nel 2007, con il mio primo Cammino di Santiago. Non conoscevo nessuno che viaggiasse in questa maniera, io stesso mesi prima avevo impiegato 30 minuti di timorose riflessioni per decidere di percorrere una stradina bianca a 2 km da casa.
Nel 2013 sono entrato a Samarcanda in bici.
in bici via della seta

Perché hai scelto l'Asia Centrale per un viaggio in bici?

La scelta delle mie mete di viaggio non hanno quasi mai genesi razionale. Mi capita continuamente di pensare a ipotetici viaggi, cammini etc, ma solo quando un brivido mi fa accapponare la pelle e gli occhi mi si inumidiscono come prima di un pianto, so che quella sarà la mia prossima avventura. Dopo questa fase, diciamo emotiva, subentra quella razionale e metodica. L'improvvisazione sul territorio può aver senso solo dopo tanto studio e preparazione. Questo per me è importante, improvvisazione e pianificazione sono due concetti complementari. Come spiego nel libro la genesi di questo viaggio va ricercata nello sceneggiato RAI Marco Polo, che vidi con occhi sognanti da bambino. Quel sogno è rimasto dentro di me, finché non ho avuto la maturità o la pazzia di pensare di percorrere almeno in parte le antiche rotte della Seta.
 
 

Quali sono le sensazioni che si provano nel viaggiare in bici sulla Via della Seta?

Non credo siano differenti da quelle che si provano nel viaggiare nella “vecchia Europa”. La differenza tra un cicloviaggio e normale turismo la fa sempre la Strada. Se decidi di andare per il mondo volendo far parte della strada, le sensazioni sono simili ovunque. Libertà, stupore, condivisione, questi sono i pilastri delle mie esperienze. 
donna a cavallo via della seta

Kyrgyzstan e Uzbekistan: due paesi vicini ma diversi… ce li descrivi con gli occhi di un ciclista?

Entrambi vivono sulle macerie di un impero crollato, quello sovietico. La differenza maggiore sta nella tradizione nomade del primo e nelle società sedentarie che si sono succedute nel secondo. Questo fa sì che il Kyrgyzstan sia privo di città storiche. A differenza dell'Uzbekistan con le sue Samarcanda, Tashkent, Bukhara, Khiva... Ciclisticamente di gran lunga più interessante il Kyrgyzstan, con le sue montagne abitate perlopiù dai pastori nomadi. Teniamo comunque conto che entrambi sono in piena orgia automobilistica. Le strade principali sono trafficatissime e pericolosissime. Spesso per entrare in città, sono anche le uniche. Politicamente il Kyrgyzstan sta tentando una via verso la democrazia. Nel 2010 c'è stata una rivoluzione pacifica che ha permesso un cambio di regime. L'Uzbekistan invece è gestito come uno stato di polizia, con la stessa classe dirigente che lo governava prima della caduta del muro. Hanno assunto metà della popolazione per controllare l'altra metà. 
kyrgyzstan in bici

Qual è l'avventura più strana vissuta in questo viaggio sulla via della Seta?

Tante, forse è tutto il viaggio ad esser stata un'avventura fuori dagli schemi. Sicuramente l'esperienza più significativa è stata dormire in una yurta (tenda simile alle gher mongole) ospite di pastori a... 3500mt s.l.m. Eravamo a pochi km dal lago Song Kul, dormire in questo retaggio di un ancestrale passato nomade ha qualificato l'intera esperienza asiatica.
 

Ti sei mai sentito in pericolo?

Praticamente mai. Ad eccezione di uno strano luogo, appena dopo le Gole Filiformi. A metà strada tra Biskek e il lago Issyk Kull. Dove un tizio che comandava una decina di uomini, ci consigliava di campeggiare in fondo ad una scarpata, a riparo di occhi indiscreti. Troppo al riparo, ci è parso. Il suo fare non rassicurante ci ha consigliato di rimetterci in bici. Ma può esser stata solo una falsa impressione dovuta alla nostra stanchezza. Per il resto, viaggio privo di qualsiasi rischio ambientale.
 

Consiglieresti un cicloviaggio sulla tua rotta? Puoi dare qualche consiglio a chi volesse seguirti?

Consiglierei senza remore il Kyrgyzstan. Fuori dalla strada principale è un paradiso per noi cicloavventurosi. Però ovviamente non come primo viaggio. Serve esperienza sopratutto per valutare bene le situazioni e per non incorrere in crisi di panico. La cosa peggiore che ti possa capitare in una situazione del genere. In una delle notti trascorse sulle Montagne Celesti, io e il mio compagno di viaggio, Antonio Martino, siamo stati investiti da una tempesta di alta montagna. Eravamo dentro la nostra tenda, a quasi 3000 mt di altezza e a due giorni di viaggio dal centro abitato più vicino. Aver avuto la capacità di non farsi prendere dal panico e quindi di esserci preparati nei migliori dei modi alla notte tempestosa ci ha permesso di trascorrere le ore successive in relativa sicurezza. E di un evento che poteva creare più di un problema è rimasto solo un bel ricordo.
uzbekistan in bici

Da questo viaggio è nato un libro. Ce ne anticipi brevemente titolo e contenuti?

Il libro è Otkudà - in bici sulla Via della Seta . È un diario di viaggio, con l'ambizione di portare il lettore a comprendere una realtà distante sia fisicamente che culturalmente. Ho inserito diverse nozioni storiche e politiche, studiate prima di partire e poi riscontrate sul posto, ma il tutto è sempre filtrato e visto attraverso il mio osservatorio particolare e privilegiato:la mia bici. In appendice c'è un saggio sull'Asia Centrale (economia, questione femminile, scenari futuri), scritto dal ricercatore Andrea Gatto. Per finire c'è un'appendice tecnica, che fornisce al lettore una precisa idea di cosa serva portare e come organizzare un'avventura simile. Dalla tipologia del sacco a pelo a quella della tende, passando per tutto l'universo bici. Quindi borse, attrezzi, medicinali etc etc
 

Perché, come e dove possono acquistarlo i lettori di lifeintravel.it?

Il libro può essere trovato\ordinato in qualsiasi libreria fisica. Oppure comprato in una delle tante on line. Amazon, IBS, laFeltrinelli.it, Libreriauniversitaria, Mondadoristore etc etc. E per qualsiasi informazione o richiesta, chiunque può contattarmi attraverso il mio sito www.normanpolselli.it
 

Hai già pianificato un viaggio futuro?

Nepal. L'idea è fare un trekking himalaiano, probabilmente al campo base Everest (5500mt circa). Parliamo di Novembre 2016. Quindi ho un anno per prepararmi. Sicuramente però prima ci sarà un altro cicloviaggio. Se riuscirò ad organizzarlo per la prossima primavera, la scelta per ora è tra Oman e Marocco. Sempre tenendo a mente che non sarà mai la meta a fare la differenza, ma il cammino percorso per arrivarci.
 
Un caloroso saluto a tutti i lettori di lifeintravel.it.
Norman Polselli
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Leonardo

Cicloviaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide montagne del suo Trentino e dei dintorni del lago d'Iseo dove abita, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, ha dedicato gran parte della vita al cicloturismo viaggiando in Nuova Zelanda, Balcani, Norvegia e molti altri paesi. Ultimamente ha trascorso dieci mesi in bici nel Sud est asiatico e ha attraversato le Ande in bici.
Sito web: www.lifeintravel.it
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