In bici nella riserva naturale De Hoop e sulla Route 62 in Sudafrica

Pubblicato in Sudafrica
Vota questo articolo
(0 Voti)
Dopo una settimana i paesaggi del nostro viaggio attraverso il Sudafrica in bici cambiano: dai panorami infiniti dell'oceano alle riarse distese color ocra del Little Karoo attraversato dalla Route 62, un'imitazione in salsa sudafricana della storica Route 66 americana...

De Hoop Nature Reserve

Raggiungere la riserva naturale di De Hoop da Cape Agulhas è un po' come passare da Portofino al Gran Sasso, dal lusso delle ville sull'oceano alla selvaggia natura incontaminata. Nel mezzo Bredasdorp. Cittadina di campagna, oltre a possedere una piccola manifattura di candele colorate, è dominata da giganteschi silos dove viene stockato il grano portato qui dalle immense fattorie presenti nei dintorni. Questo è periodo di mietitura e numerosi tir e trattori fanno la spola tra la campagna ed il consorzio dove al momento montagne di grano sono lasciate al sole.
La strada verso De Hoop è sterrata e, come tutte le strade africane, segue il profilo orografico in un continuo saliscendi spaccagambe. Il sole e la canicola ci fanno quasi cedere sull'ultima salita prima di precipitare sulle coste dell'oceano protette dai confini del parco. Giungiamo nei pressi del campeggio quando il sole è già dorato e il primo approccio è idilliaco: bontebok, struzzi e zebre pascolano indisturbati nelle praterie dei dintorni, consapevoli che qui i loro predatori non sono presenti. bontebok de hoopLa bici ha il potere di attrarre e incuriosire e così tutti scambiano qualche chiacchiera con noi: conosciamo Madou e Jean-Michel, una coppia di francesi sui settant'anni che da quando è in pensione gira il mondo con un land rover adattato a camper… se mai dovessimo cambiare mezzo per viaggiare, questa sarebbe di sicuro la nostra prima scelta. Il giorno successivo lasciamo armi e bagagli in tenda, inforchiamo la bici scarica e seguiamo le indicazioni di uno dei tour in MTB segnalati.mtb de hoop nature reserveLa sensazione di essere realmente nelle terre estreme è mitigata, di tanto in tanto, dal rumore in lontananza di un'auto che passa. Una tartaruga attraversa il sentiero mentre volano uccelli in tutte le direzioni quando giungiamo nei pressi di un'ansa del lago che stiamo costeggiando. Più avanti, in uno stagno, una grossa mandria di eland, l'antilope più grande d'Africa, si abbevera senza curarsi del nostro passaggio. elands de hoop nature reserveIn lontananza sulla strada, divenuta più larga e definita, un ramo sembra muoversi ed avvicinandoci ci accorgiamo che effettivamente, quello che avevamo confuso con un pezzo d'albero secco, è in realtà una vipera soffiante che si sta spostando. Lasciamo tutto il tempo e lo spazio desiderato all'amico rettile prima di riprendere la pedalata per raggiungere le dune di sabbia: l'ultimo assaggio d'oceano (per un po') non ci regala alcun avvistamento di balena ma solo una bella passeggiata sulla battigia. dune di sabbia de hoopQuattro chiacchiere con una famiglia di Brunico ed una bottiglia di vino condivisa con un ragazzo israeliano concludono la nostra bella esperienza nel De Hoop.

Swellendam e il primo passo sudafricano

Lasciamo il parco all'alba e la luce radente ci ammalia un'ultima volta. Subito la salita ci mette in ginocchio ed è la prima volta da che mi possa ricordare che siamo costretti a spingere su una salita asfaltata: il 20% di pendenza con il carico è davvero troppo! Fortunatamente si conclude presto e riprendiamo la marcia verso Malgas. traghetto a mano malgasLa particolarità di questo paesino (quattro case in tutto) adagiato sul fiume è l'attraversamento del corso d'acqua, delegato ad un traghetto tirato a mano, con l'ausilio di due cavi metallici, da due addetti muscolosi. Purtroppo giungere al fiume comporta una discesa ed una risalita ma è solo una delle molte che ci attendono attraverso il paesaggio dominato dal giallo ocra dei campi di grano, ormai mietuto. Facciamo tappa a Swellendam, cittadina senza personalità in cui ritroviamo però gli amici francesi. Ceniamo insieme bevendo una bottiglia di vino, raccontando il viaggio in Sudafrica tappa per tappa e brindando alle avventure in giro per il mondo… passate e future. In città, nei due giorni successivi, ci sarà una gara di mountain bike e così nel campeggio ci sono molti bikers che ci salutano e vogliono sapere di più sul nostro viaggio. Uno di loro, con racconti e suggerimenti, ci convince a modificare i piani futuri di viaggio. Dopo aver scavalcato il passo dello Swartberg, ritorneremo sulla costa dell'Oceano Indiano attraverso il passo di Prince Alfred e la foresta Diepwalle per raggiungere Knysna, cittadina che a detta di John merita assolutamente una visita. tradouw pass in biciiLa tappa successiva ci conduce ad attraversare il primo valico di questo nostro viaggio anche se chiamare il Tradouw “passo” è molto lusinghiero dato che si sale dolcemente fino a poco oltre 350 m. In ogni caso la vallata è molto suggestiva e, nonostante i babbuini lungo la strada, piacevole.

Route 62: da Città del Capo a Port Elizabeth

La discesa dal Tradouw Pass ci conduce nel Little Karoo con la piacevole cittadina di Barrydale, sorta sulla Route 62. route 62Questa strada regionale collega, dall'entroterra del paese, due delle più grandi città costiere del Sudafrica: Città del Capo e Port Elizabeth. Sapientemente paragonata alla Route 66 americana ha ottenuto un po' di popolarità tra i turisti grazie ai territori attraversati, dalla zona del vino al Little Karoo fino alla costa di Port Elizabeth e Città del Capo. ex stazione ferroviaria calitzsdorpNoi pedaliamo su questa strada per un paio di giorni, trascorrendo una notte a Warmwatersberg, una località con sorgenti termali in cui non possiamo rinunciare ad un tuffo nell'acqua calda e quella successiva a Calitzdorp, la città sudafricana del liquore Porto. A Calitzsdorp piantiamo la tenda nella vecchia stazione ferroviaria meravigliosamente riadattata a campeggio.valle di groenfonteinI consigli di Cheryl, l'allegra proprietaria del camping, ci spingono a pedalare la valle di Groenfontein e abbandonare così in anticipo la Route 62. Ma questo te la racconteremo a breve!
Leonardo

Cicloviaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide montagne del suo Trentino e dei dintorni del lago d'Iseo dove abita, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, ha dedicato gran parte della vita al cicloturismo viaggiando in Nuova Zelanda, Balcani, Norvegia e molti altri paesi. Ultimamente ha trascorso dieci mesi in bici nel Sud est asiatico e ha attraversato le Ande in bici.
Sito web: www.lifeintravel.it

Aggiungi commento

 

Foto del mese

Lago d'Iseo in due

Recenti

  1. Articoli
  2. Commenti

Pedalando Aotearoa

Scarica gratuitamente il libro Pedalando Aotearoa - L'isola del Nord sul viaggio in bicicletta in Nuova Zelanda.
Pedalando Aotearoa

Seguici su Google+

Ultime dal forum

Altre discussioni »

Ci trovi anche su

Cicloguide
La nostra esperienza di cicloviaggiatori e la voglia di condividere conoscenze ed emozioni ci ha portato a realizzare un portale dedicato al cicloturismo, il viaggio lento e senza stress. Da poco è nato cicloguide.it dove troverete Guide di viaggio in bici consultabili online e scaricabili in formato elettronico.
I nostri viaggi ci hanno portato in giro per il mondo, sempre al risparmio: su Mondo Lowcost trovi le nostre recensioni e guide di viaggio Lowcost. Scopri alloggi e locali a basso costo in tutto il mondo e contribuisci consigliando agli altri viaggiatori le strutture in cui sei stato tu.
×
Resta aggiornato
 

×