In arena ad ascoltare il gallo cedrone

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Il programma è di quelli che spaventano un pò: partenza alle 03.00 del mattino per poter essere in arena prima che l'osservato speciale sia già arrivato. Ed allora ci si deve alzare alle 02.30 con la sveglia che inizialmente sembra una chiamata soffusa dall'oltretomba. Ti rendi conto che è effettivamente il suono di quello strumento adibito a rompere i... per tutta la vita solo quando sono le 02.57! Scendi dal letto e ti vesti più velocemente di un amante colto in flagrante, salti in auto e... azz, gli scarponi da montagna! Torni indietro, prendi un paio di calze pesanti (sempre introvabili in fondo al cassetto) e le infili negli scarponcini ancora fradici dall'escursione del giorno prima. Risali in auto e arrivi all'appuntamento con 10 minuti abbondanti di ritardo. E' ormai maggio quando i canti del gallo cedrone riempiono le fredde mattinate dei boschi alpini...

 

I tuoi amici ti guardano con l'aria di chi attende da ore e tu vorresti sprofondare... nel tuo caldo piumone! Un'altra mezz'ora d'auto e siamo sul luogo dell'appuntamento con la guardia forestale tuo amico che ti accompagnerà alla scoperta del luogo di canto... ma lui non c'è! Vabbè, avete fatto in fretta e recuperato il ritardo accumulato quindi arriverà a breve... aspettate 5 minuti ma all'orizzonte non si vede alcuna auto. Starà arrivando, ma per sicurezza fate una telefonata: il telefono suona a vuoto per un pò quindi, al ventesimo squillo, una voce cadaverica risponde intontita. Avete svegliato il povero malcapitato alle 4 del mattino e questo è pure costretto a scusarsi con voi per la magra figura! Aspettate 30 minuti e quando ormai le speranze di arrivare in tempo in zona sono bruciate, spuntano due fari dalla foresta.
Percorrete insieme gli ultimi chilometri di strada per poi abbandonare l'auto. Ora, al buio più completo, iniziate un percorso ad ostacoli tra neve e tronchi spezzati che se non vi rompete l'osso del collo oggi, non ve lo rompete più! Dopo 20 minuti di strada ci zittiamo e sentiamo, poco sopra di noi, un ticchettio misto a frullio... eccolo! E' lui! L'oggetto dei desideri di questa fredda mattinata primaverile! Il gallo cedrone. E tutte le disavventure avute fino a quel momento si cancellano istantaneamente.
Sta già cantando il suo amore e così, il più cautamente possibile, proviamo ad avvicinarci fino a sentirlo vicinissimo. Ci sediamo nel sottobosco, infreddoliti ma rinfrancati dall'incontro, nell'attesa che magari si conceda alla nostra vista per un pò. Restiamo in ascolto per mezz'ora o forse più e quando l'alba cancella il cielo stellato sopra di noi, il bosco inizia ad animarsi di mille suoni... il frastuono degli uccelli che si risvegliano è assordante come lo era il silenzio qualche minuto prima. Decidiamo di lasciare il gallo cedrone indaffarato a conquistare i cuori di alcune galline, per esplorare la zona: passeggiamo verso una radura dove solitamente è facile avvistare qualche capriolo ed una volpe ci attraversa la strada al margine di essa. Avvistiamo qualche cervo ed un picchio nero fino a sconfinare in territorio veneto per avvistare un paio di camosci ed ammirare il paesaggio sulla Valdastico. Il sole è sorto e ci riscalda nel nostro percorso a ritroso. Mentre facciamo due chiacchiere, come a volerci salutare, un cedrone vola lontano passandoci qualche metro più avanti.
Rientrati all'auto facciamo ancora in tempo ad avvistare una colonia di marmotte appena uscite dal letargo invernale, per poi abbandonare queste zone ricche di biodiversità.
Nonostante le peripezie iniziali, la mattinata si è rivelata splendida e prolifica e ripeterei volentieri l'esperienza in futuro: l'avvistamento di animali selvatici è sempre un'emozione intensa.

Quando partecipate ad un'uscita per avvistare animali selvatici, uccelli, rettili o mammiferi che siano, non scordate mai a casa la macchina fotografica (magari con teleobiettivo) ed un buon binocolo... ma come si sceglie il giusto binocolo?


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Camoscio all'al...
Leonardo

Cicloviaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide montagne del suo Trentino e dei dintorni del lago d'Iseo dove abita, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, ha dedicato gran parte della vita al cicloturismo viaggiando in Nuova Zelanda, Balcani, Norvegia e molti altri paesi. Ultimamente ha trascorso dieci mesi in bici nel Sud est asiatico e ha attraversato le Ande in bici.
Sito web: www.lifeintravel.it
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