I ciclisti per caso da Brescia a Monaco in bici | Terzo giorno

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"Dario, preparati che mercoledì pomeriggio si parte. Al pomeriggio, perché la mattina i ragazzi lavorano. Si va a Monaco ma potrebbe anche cambiare!"
A queste parole di Dario, raccontando un aneddoto con la capacità oratoria che lo contraddistingue, scoppiamo in una fragorosa risata, pensando al modo in cui affrontiamo la situazione. La mattinata non era iniziata sotto i migliori auspici.
La sveglia l'aveva data Simone comunicando mestamente che era stato male tutta notte ed ora era uno straccio...

Il terzo giorno

 
Ci ritroviamo davanti ad una decadente colazione in linea con una struttura che ha visto sicuramente tempi migliori, per decidere il da farsi. Scartata l'ipotesi di partire con noi, proviamo a convincerlo a precederci con un treno fino ad Innsbruck senza successo. Non ci resta che salutarlo rimandando l'appuntamento con la storia alla prossima occasione ma felici per il momento di vita condiviso.
Inforchiamo le bici e via, a riprendere la ciclabile lasciata la sera prima.
Cielo grigio e nubi minacciose.
Si sale dolcemente attraverso una valle che si stringe sempre più, passando vicini a fattorie il cui ordine e pulizia ci lasciano basiti. Il tracciato segnato inizia pian piano a presentare tratti che si impennano, mandandoci in affanno. La fatica viene però ripagata da un passaggio in mezzo a boschi fittissimi che rendono la scenografia adatta alle fiabe dei fratelli Grimm.
Strada che scende e poi risale improvvisamente. Silenzi rotti dal rombo di un Isarco ribollente alternati al frastuono del vento nel momento in cui si prende velocità... All'improvviso veniamo folgorati: è lì, a un centinaio di metri, sorpreso quanto noi...ci guarda con occhi dolcissimi. Vorremmo immortalare il momento ma la nostra goffaggine ci fa gridare come bambini eccitati all'idea di vedere un capriolo in libertà e con un balzo scompare tra le fitte frasche della foresta prima che potessimo fermarci e metter mano alle macchine fotografiche.
 
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Con lo stupore nel cuore continuiamo a pedalare lungo una ciclabile che, per quanto bella e affascinante, ci sta facendo allungare notevolmente le distanze. Decidiamo di tornare sulla statale e di puntare dritti a Vipiteno dove Carlo ci lascerà per tornare a impegni improrogabili. Ha incarnato il vero spirito del "per caso", come ricorda Giorgio; rubare tre giorni alla quotidianità senza alcun preavviso,noleggiare una bici e unirsi con spirito di adattamento e sacrificio, sapendo fin dall'inizio che non avrebbe raggiunto la meta...
Entriamo nella piazza in punta di piedi restando a bocca aperta di fronte ad un paesino davvero curato. Foto di rito e prima di salutarsi ci concediamo una pausa ristoratrice ad uno dei tanti tavolini presenti.
Chiacchiere tra noi e con qualche passante incuriosito e divertito nel vedere una siffatta comitiva. Ripartiamo dopo un breve scroscio, speranzosi di aver evitato il mal tempo ma poco dopo, le prime gocce ci consigliano di fermarsi sotto una tettoia per prepararci al peggio.
Bardati come le truppe romane che secoli fa attraversarono questi territori, proseguiamo a fatica sotto goccioloni enormi e temperature crollate. I nostri respiri condensati velano lo sguardo per pochi istanti. In cima al passo ci fermiamo per rifocillarci ed asciugarci e poi giù, trascinato da una discesa che, nonostante la pioggia ci porta a sfiorare i 70 orari!
Pensiamo di giungere in tempi rapidissimi ad Innsbruck ma i nostri programmi verranno stravolti da una serie incredibile di forature, complici anche alcuni copertoni non al massimo della loro efficienza, che renderanno necessario per ben cinque volte un pit-stop. Nonostante gli inconvenienti il morale è alto ed il gruppo fa scudo intorno ai singoli per proteggerli dallo sconforto che potrebbe prendere il sopravvento!
È anche questo un aspetto incredibile di un viaggio simile: puoi decidere di isolarti con i tuoi pensieri in qualsiasi momento, ben sapendo che in caso di necessità non sarai mai solo.
 
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Asfalto che si asciuga...gambe che roteano come volani di un motore e corpi distesi a cercare l'aerodinamica perfetta... Percorriamo lunghi tratti a velocità di tutto rispetto, giocando come bambini a rubare la scia per arrivare primi ad un traguardo immaginario. L'idea di poter raggiungere velocità elevate con un mezzo a propulsione umana mi eccita al punto da portarmi ad impostare le curve come se fossi in moto. Sorrido felice sotto le scure lenti messe a difesa dei miei occhi.
Piombiamo su Innsbruck in tempi rapidissimi concedendoci una fugace comparsata in centro prima di tentare di raggiungere la nostra meta finale della giornata consapevoli di essere ancora troppo lontani.
Proviamo a spingere.
Una mela che passa tra tre di noi a distribuire le ultime risorse di zuccheri. La felicità per questo gesto verrà rimarcata nelle chiacchiere riassuntive serali. Il gruppo è carico e bramoso di aggredire l'ultimo tratto. Studiamo percorsi ed altimetrie, viaggiando con la mente prima ancora che con le bici. Chiacchiere su un balcone comune, avvolti da un'oscurità tempestata di stelle a progettare il futuro... ed è subito casa. 
Se ve li siete persi, leggete il racconto della prima tappa del viaggio dei ciclisti per caso da Brescia a Monaco in bici e quello della seconda tappa. A breve la prosecuzione del racconto del viaggio in bici dei Ciclisti per Caso
Givi

Il gruppo è nato casualmente tre anni fa da un'idea di Federico Pascucci e Vincenzo Cinque, medico ed infermiere dell'Ospedale Civile di Brescia, con l'intento di raggiungere i genitori del primo residenti a Cortona. Coinvolti altri due colleghi, è venuto spontaneo chiamarsi "Ciclisti per caso" proprio perchè nessuno di noi utilizza la bicicletta se non per brevi spostamenti cittadini. L'idea è che il cicloturismo è alla portata di tutti anche senza preparazione fisica specifica ma solo con la forza della convinzione.
Partiti tra lo scetticismo dei colleghi, grazie alla riuscita del primo viaggio, l'anno successivo si sono uniti altri due amici in direzione Parigi in un viaggio che ci ha fatto capire le nostre potenzialità e quest'anno abbiamo raggiunto la ragguardevole cifra di 12 partecipanti.
La composizione è variegata con una forbice di età compresa tra i 26 e i 63 anni. Lo spirito è caratterizzato dalla casualità non solo nell'approccio alla bicicletta ma anche sulla scelta delle destinazioni, considerando che negli ultimi due viaggi le decisioni sulle mete sono state affidate ad un lancio di monetina.

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