Grotta Zinzulusa ed i gioielli di Castro in Puglia

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La grotta Zinzulusa, Castro, Maglie, tutti luoghi che ricordo con nostalgia, ma quando non si è abituati all'odore di salsedine e al rumore del mare, svegliarsi al mattino e respirare un'aria nuova, che non ti appartiene, è come viaggiare verso una dimensione sconosciuta che ti concede di usufruire dei tuoi cinque sensi in un modo diverso dall'usuale. Sembrerò forse banale, soprattutto a chi è abituato ad avere l'infinità del mare a portata di mano ogni giorno, ma è veramente una sensazione particolare... dopotutto mi trovo lontano da casa, sono nel Salento!
Bene, dopo questa introduzione un po' alternativa, torno a raccontarvi dell'incredibile Salento, terra di ricche tradizioni religiose, culinarie e culturali e patria di gente meravigliosa. In cima alla lista delle nostre priorità di oggi si trova la visita alla vicina e conosciuta Grotta Zinzulusa, nome tanto bizzarro quanto descrittivo di questa affascinante formazione rocciosa (in dialetto Zinzuli significa straccio e questo termine si riferisce alle stalattiti presenti all'ingresso che vedute la prima volta da alcuni pescatori, ricordarono loro degli stracci appesi).
Questa grotta, situata nel comune di Castro Marina, fu abitata oltre due milioni di anni fa, durante il paleolitico e circa 5000-4000 anni fa, durante il periodo del neolitico. Un tempo, infatti, davanti alla grotta non si estendeva il mare Adriatico, ma almeno dieci chilometri di foresta dove recenti studi permisero di stabilire in base ai resti ritrovati, che qui vissero cinghiali, rinoceronti,cervi, volpi ed addirittura i pinguini boreali oggi completamente estinti. Tornata alla luce circa 2500 anni fa  dopo essere stata completamente sommersa dagli oceani per millenni, è visitabile solo in parte con l'accompagnamento di una guida molto preparata e disposta a rispondere a tutte le vostre curiosità. Il biglietto d'ingresso della Grotta Zinzulusa è di 3€ per gli adulti, ma ne vale la pena, soprattutto per quanto riguarda la storia che vi verrà narrata e le particolarità naturalistiche che osserverete!
Una volta varcato l'ingresso, incontrerete sulla vostra sinistra un piccolo lago che raccoglie nel suo bacino un mix di acqua dolce, portata dal fiume sotterraneo che ha scavato la grotta e che continua il suo corso verso l'interno della cavità per almeno altri 150 metri sotto la passerella di legno percorsa dai visitatori, e di acqua salata, l'acqua del mare.
A guardia di questo lugubre quanto affascinate luogo, sono tre grosse stalagmiti che per la posizione in cui sono sorte e per la loro forma sono conosciute con il nome di "sentinelle". Proseguiamo la visita, entrando nel vivo della grotta e stando attenti a non colpire con la testa il soffitto che in questo punto è molto più basso, sulla destra si nota immediatamente una cascata di carbonato di calcio davvero suggestiva, mentre poco più in là, l'acqua come un abile scultore, ha realizzato una piccola madonna che tiene in braccio un bambino, incredibile vero?
La nostra guida ci narra che curiosamente le stalattiti e le stalagmiti della grotta Zinzulusa, negli anni in cui piove in maniera consistente, riescono a crescere di un decimo di centimetro (quindi considerando che nella zona salentina piove molto poco e facendo due conti, probabilmente ogni centimetro di carbonato di calcio viene depositato in cinquantanni?!?)
Man mano che ci inoltriamo nelle profondità terrestri della grotta Zinzulusa, la luce dell'entrata non giunge più fino a noi e quello che ci circonda è illuminato esclusivamente dalla luce artificiale. Un altro passaggio stretto e molto basso ci fà immaginare di introdurci  in un'antica cripta, ma poco dopo restiamo a bocca aperta dalla meraviglia perchè siamo giunti nella parte finale visitabile conosciuta come "Duomo" ed ora capiamo il motivo di questo appellativo: un profondo ed alto antro dove si ergono meravigliose sculture di carbonato di calcio simili alle guglie di un Duomo gotico.
Fino agli anni '30, questa cavità terminale della Grotta Zinzulusa rimase piena di guano accumulato in molti anni dai principali abitanti del luogo, i pipistrelli. Chi si impegnò nello sporco lavoro di ripulire la grotta, estrasse ben 600 tonnellate di ottimo fertilizzante naturale e si divertì a imbrattare le preziose pareti rocciose con i medesimi escrementi e purtroppo se ne conservano ancora le tracce. Da qui in poi il proseguimento non è più permesso, anche se rimarrebbe un'ulteriore parte scoperta dagli speleologi e questo per via di una singolare situazione: solo in questa grotta sopravvivono due specie di gamberetto sparite in tutto il resto del mondo, una delle quali endemica del Salento. Essendo minuscoli (2 e 10 cm) ed avendo trovato solo qui l'ambiente ideale per riprodursi, la loro tutela è stata assicurata dal comune che ha deciso di chiudere ai visitatori la parte finale dove è presente un lago e dove questi piccoli invertebrati si stanno salvando dall'estinzione. Lasciamo la grotta Zinzulusa ed un finto speleologo acrobata che si diverte sopra le nostre teste per dirigerci al castello di Castro. L'ingresso è a pagamento: 2,50€ ad adulto, ma anche in questa occasione nel costo d'entrata è compresa la guida. Una scheletro ben conservato mantiene in vita ed in piedi questo antico maniero dotato di mura aragonesi e mura messapiche ancora in via di recupero tramite scavi attivi. Completa ed interessante la panoramica sulla cittadina di Castro e di Castro Marina dal tetto della struttura. La guida vi mostrerà un filmato su Grotta Romanelli, purtroppo non visitabile, anch'essa abitata per moltissimi anni, quasi 70000, fino all'ultima glaciazione. Anche dinanzi a Grotta Romanelli prosperavano foreste per chilometri e chilometri e ciò è stato dimostrato con l'aiuto di altri resti animali rinvenuti. Oltre a queste caratteristiche comuni anche a Grotta Zinzulusa, Grotta Romanelli fu utilizzata altresi come luogo di sepoltura e ciò è stato testimoniato dal ritrovamento di utensili e vasi. É quasi mezzogiorno e decidiamo di recarci a Maglie per mangiare qualche piatto tipico (assaggiate le orecchiette con il ragù e la ricotta salata..divine!!!).
Rifocillati a dovere, attraversiamo paesi dai nomi forse mai sentiti prima: Cutrofiano, Collepasso, Parabita, Matino, Casarano fino a giungere a Torre Mozza dove sostiamo per un tuffo nel tranquillo e limpidissimo mare salentino. L'acqua non è caldissima, ma dopo il primo impatto critico, ci si sente davvero bene. Prima di lasciare il parcheggio libero e la bella spiaggia dorata, osserviamo un rapace a caccia volare sopra il poco distante canneto. Dopo una mattinata intrisa di visite culturali, un pomeriggio quasi rilassante al mare ci spettava di diritto! Sulla via del ritorno verso Santa Maria di Leuca, notiamo numerosi orti allineati l'uno accanto all'altro, così ordinati da sembrare terrazzamenti. Se passate sulla strada che conduce dalla punta sud a Castro, non esitate un solo secondo nel fermarvi a visitare il porticciolo di Marina di Novaglie, soprattutto al tramonto perchè si tratta di uno spettacolo davvero incantevole. La costa salentina continua a riservarci piacevoli sorprese e visioni caraibiche e anche per questa lunga giornata abbiamo fatto il pieno di novità e sorprese. Domani decideremo se tornare verso nord o fermarci ancora un giorno in più, visto che oramai abbiamo girato quasi ogni borgo, baia o poto nei dintorni. Rimandiamo al risveglio la scelta, per ora ci accontentiamo di poter godere  della brezza marina in questa tersa serata stellata sulla riva del mare di Castro Marina.

Per continuare a seguire le nostre avventure nel Salento potete saltare alla pagina riepilogativa Viaggio nella Puglia più lontana. Per sapere se durante il vostro viaggio ci sono eventi interessanti o sagre golose fate una visita al sito sempre aggiornato di Puglia Events! Buona lettura!

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Veronica

Classe 1983 (mi han detto che ne sono nati di matti quell'anno...), abito nel bellissimo Trentino da qualche anno e la fortuna (o sfortuna) mi ha fatto incontrare Leo con cui ora vivo e scrivo su lifeintravel.it Dopo aver girato l'Europa e l'Italia con i miei genitori, per la maturità mi sono regalata un viaggio in 2 cavalli da Milano a Praga (un fiorino ha interrotto il nostro viaggio verso Mosca facendoci ribaltare su una strada slovacca). Dopo aver cambiato mille lavori (pasticcera, agente di viaggio, venditrice di gabinetti, addetta alle lamentele in un call center, barista, cubista ehm, questo non ancora!...) ed aver viaggiato due volte in Messico, ho mollato tutto senza alcun rimpianto per volare in Nuova Zelanda dove ho bighellonato per cinque mesi. Nel 2010 con Leo sono partita per un lungo viaggio in bicicletta nel sud est asiatico. Ora, fra un'escursione in montagna ed un'avventura, sogno e risogno la Panamericana sulle due ruote!!! Ecco in poche parole chi sono: cicloviaggiatrice per scelta, pasticciona a tempo pieno, mountain biker per caso, quando non viaggio ne sto combinando una delle mie...
Sito web: www.lifeintravel.it

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