Giro delle tre cime di Lavaredo dalla val Fiscalina

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Un settembre così, erano anni che non si vedeva: caldo, sole e cielo terso... l'ideale per qualche gita in quota!
Ed allora eccoci di nuovo tra le spettacolari Dolomiti patrimonio dell'umanità UNESCO, ed in particolare in uno tra gli scenari più fotografati ed ammirati: le tre cime di Lavaredo. Per evitare almeno in parte la ressa ed effettuare un'escursione un po' più lunga, abbiamo deciso di studiare un percorso alternativo al classico giro delle tre cime.

Mappa

 

Dati tecnici

Trentino Alto-Adige/Veneto - Dolomiti di Sesto

DETTAGLI ITINERARIO
Partenza/Arrivo Campo Fiscalino
Tempo 9 ore
Dislivello 1800 m
Lunghezza 25 km circa
VALUTAZIONE
Difficoltà Molto difficile
Panorama Splendido
QUANDO ANDARE
GiugnoLuglioAgostoSettembre

Altimetria

Tre Cime di Lavaredo

Tre Cime di Lavaredo dalla val Fiscalina

Foto

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Giunti in auto a Dobbiaco, abbiamo proseguito verso S. Candido dove una deviazione ci ha portato a Sesto e quindi a Moso (Moos). Dal piccolo paese si stacca sulla destra la val Fiscalina, punto di partenza del nostro itinerario odierno. Lasciata l'auto nel parcheggio a pagamento ( 0.50€ all'ora, 3€ per 6 o più ore) di Campo Fiscalino al termine della strada, ci siamo incamminati quando ancora il sole si nascondeva dietro  le vette del parco naturale delle Dolomiti di Sesto. L'ampio sentiero (strada carrozzabile) che conduce fino al rifugio Fondovalle ci ha permesso di scaldare il "grilletto" immortalando con la macchina fotografica la cima Una, crollata parzialmente nel 2007 (se volete scoprirne di più potete leggere l'articolo relativo ai crolli degli ultimi anni nelle Dolomiti) ; più lontana la Croda da Toni si mostrava imponente. Dal bel rifugio Fondovalle, rinnovato ed economico (15€ a notte/per persona), inizia il sentiero numero 102 che si inerpica sulla destra all'interno della val Sassovecchio. Il percorso inizia qui a farsi interessante e la salita semplice ma faticosa, si protrae per circa due ore, fiancheggiando il torrente che scende dai laghi dei Piani con una imponente cascata. Riscaldati finalmente dal sole tiepido autunnale, ci concediamo una sosta quando il sentiero spiana, poche centinaia di metri prima di giungere al rifugio Locatelli. Di fronte a noi troneggia come la "Caffettiera" nella monument valley, la Torre di Toblin, guardia immota e perenne dell'imponente rifugio Antonio Locatelli (Dreizinnenhütte). Dopo uno spuntino a base di pane fatto in casa e chorizo spagnolo (che lusso!), ci incamminiamo nuovamente per affrontare l'ultimo breve tratto di salita che conduce al rifugio. I laghi dei Piani sulla nostra sinistra vibrano increspati dal vento nell'ultima calda aria settembrina all'ombra del Monte Paterno, prima di cadere nel letargo obbligato della morsa ghiacciata invernale. Una breve visita alla vicina cappella ci consente anche di ammirare il panorama maestoso delle tre cime di Lavaredo, giganti di pietra isolati nel cielo turchese. La giornata super ha trascinato fin qui centinaia di appassionati che non saranno di certo rimasti delusi. L'affollamento in quota (2405m) è dovuto all'enorme parcheggio presente sulla sponda meridionale delle tre cime di Lavaredo, presso il rifugio Auronzo (2320m), raggiungibile da Misurina tramite una panoramica strada di sette chilometri a pedaggio (20€ per le auto, 30€ per i camper per 24 ore!). Riprendiamo il cammino accedendo al classico giro delle tre cime di Lavaredo, proseguendo in senso orario. In mezz'oretta circa siamo alla forcella Lavaredo dove scolliniamo per scendere leggermente fino all'omonimo rifugio, non distante dal gigantesco rifugio Auronzo (bruttissimo!). Il percorso, entrato in Veneto, conduce sopra ad un'ampia vallata in fondo alla quale è possibile ammirare il lago di Misurina. Più vicino, nei prati sottostanti, un gruppetto di marmotte ben pasciute si nutrono fameliche preparandosi alle restrizioni invernali. La forcella col de Mezzo ci fa rientrare in Alto Adige regalandoci panorami superbi e noi non lesiniamo soste qua e là per qualche fotografia. Scendiamo dolcemente fino ai laghi Lavaredo, proprio nella conca sotto le tre gemelle rocciose, lasciando gli zaini per un attimo e restando in religioso silenzio a contemplare la maestosità naturale di fronte a noi. Una ripida discesa ed un'altrettanto impegnativa salita ci consentono di chiudere l'anello fino al rifugio Locatelli. Sono oramai le cinque del pomeriggio e l'area, solo qualche ore prima brulicante di escursionisti, ora è deserta e silenziosa: il sole scalda le sue tonalità e la roccia prende vita sopra le nostre teste...pochi istanti di riposo e siamo di nuovo in marcia per ridiscendere la val Sassovecchio e raggiungere l'auto al parcheggio dopo circa nove ore di lunga ma magica escursione!

Se cercate un trekking in Trentino Alto-Adige provate a consultare la mappa dei trekking. Nella zona delle Tre Cime di Lavaredo altri trekking interessanti sono il trekking dal lago Braies al rifugio Biella oppure il percorso da malga Zannes al rifugio Genova.

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Leonardo

Cicloviaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide montagne del suo Trentino e dei dintorni del lago d'Iseo dove abita, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, ha dedicato gran parte della vita al cicloturismo viaggiando in Nuova Zelanda, Balcani, Norvegia e molti altri paesi. Ultimamente ha trascorso dieci mesi in bici nel Sud est asiatico e ha attraversato le Ande in bici.
Sito web: www.lifeintravel.it

Persone in questa conversazione

  • Stupende le tre cime di Lavaredo. Ci andavo sempre con i miei genitori da piccola e ricordo ore e ore di scarpinata per arrivare ai ghiacciai, avrò avuto sei o sette anni :-) Impagabile. Grazie per quest'articolo che mi ha riportata li con la memoria! :-)

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