Giro del Montozzo: in mountain bike nel parco dello Stelvio

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Mountain bike nel parco dello Stelvio: questo è uno dei tanti percorsi MTB possibili all'interno dei confini del Parco Nazionale dello Stelvio. Il giro del Montozzo è un classico itinerario mountain bike per chi ama la fatica ma anche i panorami spettacolari delle alte quote. La conquista della forcella di Montozzo a quota 2613 m e la divertente ed interminabile discesa sarà una splendida ricompensa allo sforzo compiuto per raggiungerla.

Mappa

 
 

Al Passo del Tonale

La partenza dell'itinerario è posta ad Ossana, in Val di Sole, esattamente all'imbocco della val di Pejo da dove scenderemo per concludere il percorso. Lasciata l'auto, si imbocca la ciclabile della val di Sole che in circa 14 km di salita immersa nel bosco, vi condurrà al passo del Tonale facendovi concludere la vostra prima fatica (noi ci siamo risparmiati questo tratto poichè abbiamo avuto la fortuna di avere un passaggio fino al passo del Tonale: Vero infatti si è dedicata al trekking verso il ghiacciaio della Presenella).
Una sosta all'ossario del passo è d'obbligo, anche per ristorarsi e riprendere forza... la fatica in sella alla vostra mountain bike è appena iniziata!
Imboccata la statale del Tonale e della Mendola verso Ponte di Legno, prestate attenzione ad una strada sterrata che si stacca sulla destra dopo circa 4km di discesa: potete deviare dal percorso classico per un breve tratto di salita fino alle malghe Vescasa. Qui si devierà a sinistra di nuovo in discesa su un divertente single track che in poche centinaia di metri (tenete sempre la sinistra) si ricongiungerà alla statale. Qualche altro chilometro di discesa e ad un tornante verso sinistra, un'ampia strada sterrata si stacca sulla destra inoltrandosi in leggera ascesa nel parco nazionale dello Stelvio.
 

Ascesa alla forcella del Montozzo

La seguiamo per alcuni chilometri, inoltrandoci verso il piccolo e splendido centro estivo di Case di Viso dove è possibile rifornirsi di acqua prima di iniziare l'ascesa finale verso il rifugio Bozzi e la forcella di Montozzo. Proseguendo in direzione del rifugio (segnaletica del parco), inizia una salita regolare a tornanti che in prima battuta conduce ad un ampio parcheggio, pieno di auto soprattutto nei week end estivi. Da questo punto in avanti il traffico sarà solo un ricordo: svoltando a destra si imbocca la strada verso il rifugio Bozzi. La mulattiera sale regolare ma impegnativa con un susseguirsi di tornanti che danno qualche attimo di respiro e permettono di godere dello splendido panorama della vallata.
Poco prima di raggiungere il rifugio Bozzi ed il lago Montozzo ad esso adiacente, la strada concede un attimo di respiro riducendo, ma non azzerando, le sue pendenze. Giunti al rifugio è d'obbligo una sosta per ammirare le vette del parco nazionale dello Stelvio tutte attorno ed il laghetto alpino poco più in basso.
Ci attende l'ultimo sforzo fino alla forcella di Montozzo per raggiungere i 2613 m di quota: la strada che ci aspetta, solo a guardarla, fa paura! Infatti poco oltre il lago il serpente sterrato si impenna e si è costretti a scendere dalla sella per spingere la bici... fortunatamente in pochi minuti si raggiunge lo scollinamento e si può ammirare il panorama sulla val di Pejo. In questa zona sono ancora numerosi ed evidenti i residui della Grande Guerra, tanto che nei pressi del rifugio Bozzi è stato allestito un percorso attraverso le trincee ed un museo all'aperto. Anche sulla forcella del Montozzo è stata ripristinata una trincea ed una lapide ricorda alcuni caduti.

In picchiata verso la val di Pejo

Il forte vento che soffia ci consiglia una rapida discesa ed imbocchiamo il sentiero sulla sinistra che per i primi chilometri attraversa i prati presenti a queste quote permettendovi di pedalare. Poco più avanti però il sentiero diviene decisamente più tecnico e pendente ma prima di lanciarvi a capofitto fate una sosta per ammirare il lago di Pian Palù dall'alto.
Alcuni tornanti stretti e rocce sul sentiero vi costringeranno a scendere di sella di tanto in tanto ma in linea di massima, se avete una discreta abilità in discesa, non avrete problemi. Ad un certo punto vi si presenterà un bivio: potete scegliere se scendere sulla sinistra raggiungendo in breve tempo una strada forestale poco stimolante oppure svoltare a destra (scelta che vi consiglio) ed attraversare il torrente su un ponte sospeso. Il sentiero prosegue in saliscendi divertente e perde quota lentamente fino a raggiungere le sponde del lago. Raggiunta una radura, tenete la destra e salite qualche metro per imboccare il sentiero (cancello in legno), prima a gradoni e poi fortemente pendente, che vi permetterà di raggiungere il Fontanino.
Qui si riunisce anche la strada che scende sulla sinistra orografica del lago. Se non siete ancora sazi di fatica e sentieri, non attraversate il torrente per raggiungere il bar al fontanino ma restate a destra proseguendo sul sentiero che prosegue su questo lato del torrente.
Il tracciato è divertente ma tosto: saliscendi, in parte anche a spinta, radici e rocce che richiedono una buona tecnica. Ancora una volta l'alternativa è la strada asfaltata sulla sinistra orografica, che comunque si raggiungerà poco più a valle.
Sarete ormai stremati ma da questo punto in avanti le difficoltà, tecniche ed altimetriche, sono concluse. Si riprende la strada per entrare a Pejo Fonti (tenete la destra in discesa) ed oltrepassarlo verso Cogolo. Poco prima di raggiungere il centro abitato, su un tornante verso sinistra, si stacca una strada forestale sulla destra.
Imboccatela per evitare di dover attraversare il paese ed in poche centinaia di metri vi condurrà all'imbocco della ciclabile tra Cogolo e Ossana. Tenete la destra e imboccate l'ultimo breve strappo che segna l'inizio della pista ciclabile che si unisce a quella della val di Sole. Da questo punto saranno sei chilometri di discesa semplice e rapida ben segnalati per arrivare in val di Sole e concludere l'anello.
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Leonardo

Cicloviaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide montagne del suo Trentino e dei dintorni del lago d'Iseo dove abita, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, ha dedicato gran parte della vita al cicloturismo viaggiando in Nuova Zelanda, Balcani, Norvegia e molti altri paesi. Ultimamente ha trascorso dieci mesi in bici nel Sud est asiatico e ha attraversato le Ande in bici.
Sito web: www.lifeintravel.it

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