Giro delle Fiandre: una festa tra birra e mulini a vento

Pubblicato in Belgio
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16000 persone pronte a sfidare le intemperie e le avversità climatiche! 16000  persone da tutto il mondo che non vedono l'ora di saltare in sella e pedalare su strade mitiche del ciclismo nordico. Quest'anno sono una di quelle 16000... e come tutti gli altri, sono pronto, carico, eccitato! Il termometro segna 7°C, la pioggerellina tipica delle giornate da leggenda non manca. Il pavé dei muri fiamminghi aspetta, come ogni anno, di diventare il protagonista per un fine settimana! In condizioni ottimali è un pavé gentile, composto, educato... a differenza di quello cattivo, sregolato, indisciplinato della Rubaix. Ma oggi acqua e pendenze possono far diventare epica una semplice pedalata. 
Il Giro delle Fiandre cyclo ci attende e non vedo l'ora di partire, se non altro per scaldarmi un po'!

Mappa

 
 

Oudenaarde, pane e ciclismo

Dato lo scarso allenamento di inizio stagione io ed Andrea di Igerscycling abbiamo optato per il percorso medio di 127 km che evita i primi chilometri della gara dei professionisti, quelli che collegano la bella Bruges alla città d'arrivo della mitica classica Ronde Van Vlaanderen (Giro delle Fiandre). Oudenaarde da qualche anno ha indissolubilmente legato il suo nome al grande ciclismo essendo divenuta, oltre che sede d'arrivo del "Fiandre", anche località dove sorge il Centrum Ronde Van Vlaanderen, un museo dove conoscere la storia di questa classicissima e mangiare pane e ciclismo per qualche ora.
Prima della partenza passiamo davanti alle vetrate del museo e rileggiamo, sui blocchi di porfido adagiati a terra, i nomi di tutti i vincitori di questa gara monumento. Domani un altro blocco verrà adagiato in fondo alla fila, ma oggi tocca a noi ed è meglio iniziare a pedalare sul serio per riscaldare un po' i muscoli. 
fango giro fiandre

Giro delle Fiandre: avventura per tutti

La partenza è alla francese, appena fuori dal centro cittadino. Niente ingorghi, niente attese per partire ma comunque un traffico ciclistico da ora di punta! 16.000 persone non sono poche e anche se la partenza è dilatata su tutto l'arco del mattino, nei tratti iniziali in cui si percorre la ciclabile lungo la Schelda ci si trova in gruppi ben nutriti. Non dobbiamo attendere molto per avere un primo assaggio di pavè: meno di 10 km ed arriva il Wolvenberg, primo muro dei 15 che ci attendono in questo Giro delle Fiandre Cyclo. L'asfalto e la freschezza atletica mi fanno tirare un sospiro di sollievo... se è tutto così, è una passeggiata! Rileggo l'altimetria e sorrido: il muro più lungo è di due chilometri, il tratto di pavé più impegnativo è di due chilometri e trecento metri: cosa vuoi che sia per uno come me abituato alle alpi?
L'illusione dura poco perché il pavé si presenta subito all'appello ed insieme a lui il fango e la pioggia! Non c'è un attimo di respiro e si continua a salire e scendere, massaggiando mani e braccia sui tratti di pavé, ma non appena sentiamo la musica e vediamo in lontananza l'assembramento di ciclisti capiamo: il primo ristoro! Niente sosta però... siamo ancora freschi e freddo e pioggia ci consigliano di non interrompere, per il momento, la pedalata. 
muri delle fiandre
In sequenza superiamo Molenberg, Leberg, Berendries, Valkenberg ed Eikenberg. Alcuni impegnativi, altri meno... ma è solo dopo il secondo ristoro che si inizierà a fare sul serio: il chilometro 73 della nostra Ronde Van Vlaanderen è di quelli da segnalare con un bollino rosso... si inizia il Koppenberg. Temuto, sognato, odiato ed amato. Di certo questi 500 m di strada che tagliano di netto la collina sono entrati nella leggenda del ciclismo e vederli lì di fronte, dritti e imponenti, fa un certo effetto. L'ascesa è impegnativa, la pioggia rende i blocchi di pietra scivolosi come il ghiaccio e la ressa che spinge mi costringe alla resa: metto il piede a terra quando sono quasi sul culmine mentre vedo Andrea proseguire brillante fino allo scollinamento.
oudenaarde arrivo fiandre
Il tempo volge al meglio ed i successivi Steenbeekdries, Taaienberg, Kaperij, Kanarieberg, Kruisberg e Karnemelkbeekstraat sono una dolce staffilata alle nostre gambe che iniziano ad accusare un po' di stanchezza. Il fondo lentamente si asciuga e raggiungiamo un'altra mitica tappa di questo Giro delle Fiandre: l'Oude Kwaremont. Lungo e impegnativo, risulta spesso il tratto decisivo nella gara dei professionisti. Le gambe mulinano ormai sfinite ma dopo aver raggiunto la cima la soddisfazione supera di gran lunga la stanchezza ed anche il Paterberg sembra una passeggiata rivedendo tutto quanto fatto finora. I raggi del sole iniziano a splendere sul municipio di Oudenaarde e sulla grande piazza del mercato che saluta l'arrivo di 16.000 appassionati e si prepara a festeggiare, domani, un altro grande campione.

Una festa del ciclismo

Ci rilassiamo per un po' e quindi usciamo per cena, perché il Giro delle Fiandre cyclo non finisce sulla linea del traguardo ma prosegue la sera ed il giorno successivo. Tutta la regione è in fermento, in festa: l'indomani le Fiandre si fermeranno per festeggiare il passaggio dei loro campioni e noi non possiamo di certo tirarci indietro. Incontriamo Mattia ed alcuni suoi amici: degli stravaganti ciclisti dai muscoli d'acciaio e dallo spirito libero che oggi hanno portato a termine l'intero percorso del Fiandre e festeggiano a suon di birre... ci uniamo ai loro festeggiamenti e ci diamo appuntamento ad un'altra grande occasione sulle strade del Nord.
scalando muro
Il mattino successivo sciogliamo le gambe saltando nuovamente in sella per raggiungere uno dei punti più suggestivi del circuito del Giro delle Fiandre: il muro del Kwaremont. Stand, banchetti di hot dog, hamburger e birra a fiumi... tutte le Fiandre oggi sono in festa e attendono, senza fretta, il passaggio dei professionisti... noi ci mimetizziamo bene unendoci ad una famiglia italiana venuta fin qui solo per vivere l'esperienza di una giornata sui muri delle Fiandre. Le bandiere gialle con il leone ruggente sventolano assieme a quelle del Belgio e di decine d'altri paesi. I battimani iniziano e diventano fragorosi quando il gruppo passa a velocità da capogiro sul pavé, quasi fluttuando tra polvere e roccia. Un minuto o poco più... non importa chi vinca, non importa se alla tv la gara si possa seguire molto meglio. Questa è la magia del grande ciclismo, questo è il Giro delle Fiandre!
segnaletica giro fiandre
Per maggiori informazioni sulla manifestazione potete consultare il sito della gara mentre per informazioni turistiche sulle località attraversate date un'occhiata al sito dell'ente del turismo delle Fiandre.
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Leonardo

Cicloviaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide montagne del suo Trentino e dei dintorni del lago d'Iseo dove abita, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, ha dedicato gran parte della vita al cicloturismo viaggiando in Nuova Zelanda, Balcani, Norvegia e molti altri paesi. Ultimamente ha trascorso dieci mesi in bici nel Sud est asiatico e ha attraversato le Ande in bici.
Sito web: www.lifeintravel.it

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