Giro del Pelmo: trekking sulle Dolomiti venete

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Durante il nostro viaggio in bici sulle Alpi di quest'anno abbiamo trascorso qualche giorno splendido sulle Dolomiti Venete dedicandoci al trekking: il giro del Pelmo è un itinerario classico per chi frequenta la zona tra Alleghe e Zoldo Alto. Un'escursione altamente panoramica attorno al Caregon de Dio, come viene definito il Pelmo dai locali data la sua conformazione "a sedia".

Mappa

 

Dati tecnici

Veneto - Val di Zoldo

DETTAGLI ITINERARIO
Partenza/Arrivo Palafavera
Tempo 6-7 ore
Dislivello 1381 m
Lunghezza 16 km
VALUTAZIONE
Difficoltà Difficile
Panorama Molto bello
QUANDO ANDARE
GiugnoLuglioAgostoSettembre

Altimetria

Trekking sulle Dolomiti venete: il giro del Pelmo

Giro del Pelmo

Foto

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Giro del Pelmo - percorso

Personalmente abbiamo iniziato il percorso verso l'anello attorno al Pelmo dalla località di Palafavera dove ci siamo fermati per qualche giorno nello splendido campeggio Palafavera, incastonato tra Pelmo e Civetta ed immerso nel verde dei boschi vallivi poco sopra Pecol.
Si raggiunge il sentiero del giro del Pelmo dopo una mezz'oretta di ascesa lungo il sentiero 474 che si imbocca a destra poco a monte dell'ingresso del campeggio, sulla strada verso la forcella della Staulanza. Al bivio, finalmente con il monte Pelmo ben visibile oltre la distesa di pini mughi, si svolta a destra per imboccare l'anello in senso anti-orario. Ben presto si raggiungono alcune passerelle di legno che sono state installate per evitare agli escursionisti di finire con il fango alle ginocchia nelle giornate di pioggia. Fate attenzione se sono bagnate perché diventano peggio di un pavimento in marmo su cui sia appena stata passata la cera. Il panorama al mattino è splendido sul Civetta che si staglia verso ovest. Da questo punto in poi si cammina in un continuo saliscendi tra i pini mughi aggirando il Pelmo sul lato meridionale, con le Dolomiti Friulane a fare da sfondo scenografico all'orizzonte. Dopo un paio di dossi, si raggiunge la forcella Dambra e di lì a poco il rifugio Venezia. Da questo privilegiato punto d'osservazione si possono vedere tutte le Dolomiti Bellunesi con l'Antelao ed il Cristallo ad aprire e chiudere la catena. Un meritato ristoro è quello che serve prima di partire per la fatica più grande: risalire il crinale sul sentiero che attraversa i pendii rocciosi e si insinua tra le guglie delle Dolomiti per scollinare alla forcella Val D'Arcia a 2476 m. Dopo un primo tratto erto ma poco esposto, il sentiero si stringe e diventa più tecnico tanto da richiedere l'utilizzo, per un breve tratto, di un cordino metallico. Dopo questo piccolo tratto attrezzato, ci si inerpica ancora per circa duecento metri per cambiare nuovamente paesaggio e panorama dalla forcella Val D'Arcia. Qui le fatiche sono ormai concluse e il percorso è finalmente in discesa! Lentamente e prudentemente si scende verso la forcella Staulanza costeggiando il versante nord-est del Pelmo. Da qui è possibile ammirare le cime ampezzane, la Croda da Lago e le Tofane. Si perde quota passando oltre la Staulanza e, ancora con qualche breve saliscendi, si raggiunge il bivio oltrepassato al mattino, scendendo a destra verso località Palafavera, raggiungibile in poco più di mezz'ora.
Il giro del Pelmo è percorribile in circa 5 ore a cui si dovrà aggiungere un'ora e un quarto (andata e ritorno) per il collegamento da Palafavera lungo il sentiero 474 che fa parte anche dell'Alta Via delle Dolomiti numero 1.

Nella nostra escursione abbiamo raggiunto il rifugio Venezia per poi salire fino a quota 2600m circa, ma nei pressi del breve tratto di ferrata un po' esposto, per colpa delle mie scarse doti acrobatiche (sono un fifone con le vertigini, ve lo devo confessare!) siamo stati costretti a rientrare dallo stesso percorso dell'andata senza concludere l'anello fino al passo della Staulanza. Nei giorni di visita della val di Zoldo abbiamo pernottatto (in tenda) nello splendido campeggio Palafavera poco sopra Pecol.

Leonardo

Cicloviaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide montagne del suo Trentino e dei dintorni del lago d'Iseo dove abita, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, ha dedicato gran parte della vita al cicloturismo viaggiando in Nuova Zelanda, Balcani, Norvegia e molti altri paesi. Ultimamente ha trascorso dieci mesi in bici nel Sud est asiatico e ha attraversato le Ande in bici.
Sito web: www.lifeintravel.it
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