Come sempre le mie partenze non sono delle più fortunate: ieri un’esplosione di sole e caldo, mentre oggi i raggi solari giocano a nascondino tra dei nuvoloni grigi... ma ormai ho preparato le borse, sistemato la bici e chi mi ferma più? Ho intenzione di partire alla scoperta della ciclabile pedemontana del Friuli, un percorso che costeggiando i primi rilievi montani della nostra regione la attraversa da est ad ovest...
Avete già pedalato lungo l'Alpe Adria Radweg, la ciclovia che collega Grado a Salisburgo, in Austria? Noi abbiamo avuto il piacere di percorrerne un tratto qualche anno fa durante viaggio in bici attraverso il nord est d'Italia e nonostante la bellezza dei territori attraversati, c'era ancora molto da fare per completarla.
La consapevolezza dell'importanza del cicloturismo e la volontà di terminare questo bel tracciato ciclabile in tempi brevi sono stati fattori importanti nel conferimento all'Alpe Adria Radweg di un premio importante...
Nell’ incertezza metereologica di questa estate inconsueta provo a immaginare un percorso di quattro giorni da fare affrontando qualche salita di spessore. Per non andare tanto lontano e disponendo di montagne a profusione nella vicina Carnia, tratteggio il percorso trasferendolo sulle mappe fotocopiate.
Inizio di motto, movimento schizofrenico verso una meta, verso quell’estate o quantomeno quella benedetta primavera. Compulsivo gesto di un sforzo, come a caricare la siringa di adrenalina e cacciarla nella pancia pensando alla neve, al freddo, alla pioggia che frena, che arresta, che spinge indietro a sberle e insiste mordace in direzione nord. Bici che scalpita, gamba fresca, poco avvezza a chilometri, ruote nuove su un percorso già fatto emulando lo yeti in cerca di un traguardo, di una foto bellissima con le dita ghiacciate, con il cuore che pulsa e il fiato che fuma da una galleria ad un ponte, da Resiutta a Tarvisio. Via, si parte, in treno al mattino con la bici fedele a rubare il respiro alla foresta e un panorama al paesaggio.
Mercoledì 12 febbraio: Alpe-Adria Winter!!!
 
L'aria è immobile, il fango scivoloso ha ricoperto tutto, l'acqua impetuosa ha trascinato via ciò che poteva senza dispiacersene: "Coraggio, seppelliamoli, non c'è altro da fare. Tutto è irrimediabilmente finito". Il disastro del Vajont! Titolavano così i giornali dell'ottobre 1963, quel maledetto ottobre senza pietà che spazzò via Longarone, una parte di Erto e di Casso, che spezzò migliaia di vite distruggendo intere famiglie, quell'ottobre indimenticabile...
Tra le mura domestiche , dopo aver sistemato il piccolo corredo di bagaglio che mi sono portato, posso rilassarmi sul divano scorrendo nella mente le immagini e le sensazioni di questa prova. 321 km in 23 ore , 14 di sella ad una media di 22, 3 km/h.
Sono tanti per me, fatti in solitaria e per buona parte nel buio della notte.
La bicicletta come sempre si è comportata egregiamente, e con il bagaglio ridotto al minimo si è dimostrata filante e leggera.
Le luci che ho montato sono state più che sufficienti ad illuminare i primi dieci metri davanti a me e quelle posteriori a segnalare la presenza a chi da tergo giungeva con mezzi a motore. Davanti ho messo tre torce a batteria, legate con il nastro adesivo e dietro tre faretti rossi intermittenti rigorosamente made in China. Mi sono portato anche una piccola torcia per illuminare il display del contachilometri.
Abbiamo avuto l'occasione di percorrere diversi chilometri lungo la ciclovia Alpe Adria radweg durante il nostro viaggio in bici tra Trentino, Veneto e Friuli Venezia Giulia e in giornate più recenti, ma le poche attrazioni turistiche che abbiamo visitato ci hanno fatto venire una gran voglia di scoprirne di più. L'Alpe Adria radweg è un percorso cicloturistico che collega Salisburgo, in Austria, a Grado sul mar Adriatico ed è perfetta per chi abbia voglia di conoscere questi territori, dalle città d'arte ai borghi medievali, dalle montagne al mare, in modo lento e senza stress. 
Il parco naturale Dolomiti Friulane è una riserva istituita nel 1996 e include nel suo vasto territorio le montagne composte da dolomia del Friuli, i Monti Pallidi di questa regione del nord est d'Italia, uno dei nove gruppi montuosi preservati come Patrimonio Unesco. A differenza delle Dolomiti Bellunesi o di quelle Trentine ed Altoatesine, le Dolomiti Friulane sono più isolate nell'estremo oriente delle Alpi ed, anche le zone (scarsamente) abitate, sono riuscite a conservare una selvaticità più naturale e del tutto differente delle altre aree dolomitiche. Le Dolomiti friulane, contornate da valli non eccessivamente turistiche, hanno concesso alla natura l'ormai privilegio di mantenersi in gran parte incontaminata!
Pedalando nel nord est d'Italia durante il nostro bike and trek, ci siamo trovati all'ingresso della riserva naturale del lago di Cornino senza sapere bene quello che ci aspettava. Avevamo sentito delle voci riguardo la presenza dei grifoni nell'area intorno al piccolo bacino, ma non pensavamo di riuscire ad avvistarne alcuno. Questi avvoltoi hanno un'apertura alare che si aggira intorno ai 3 metri e non si possono confondere con nessun'altra specie mentre sono in volo. L'emozione di riuscire a scorgerli nel loro habitat e riconoscere la loro tipica postura è stata davvero grande...
Durante il viaggio tra Veneto, Trentino e Friuli in bici di quest'estate, abbiamo avuto la fortuna di trovare alcune località poco note ma davvero splendide: il lago di Cavazzo in Friuli è una di queste. Ci siamo fermati un paio di giorni sulle sponde del lago, non lontano da Gemona del Friuli: è stata una splendida sorpresa!
Sono trascorsi diversi anni dal nostro viaggio in bici sulle Dolomiti di Trentino, Veneto e Friuli, ma il ricordo del lento vagabondare sulle strade del nord est d'Italia è ancora vivido nei nostri pensieri tanto da permetterci di raccontarti più nel dettaglio le 12 giornate di fatica sui rocciosi Monti Pallidi. Sei pronto a partire con noi?!?
Poco più di 700 km attraverso il Trentino,il Veneto ed il Friuli Venezia Giulia. 12 giorni di viaggio, 9 giorni in bicicletta, 3 giorni di trekking, 1 giorno di pioggia!( siamo stati fortunati no?) L'itinerario di Bike and trek seguito sulle due ruote ci ha portato ad attraversare parte delle Dolomiti valicando quattro passi montani, ci siamo ritrovati a campeggiare su laghi inaspettati ed ad osservare animali mai visti prima. Sono tante le emozioni vissute in un viaggio a pieno contatto con la natura e le persone incontrate: viaggiare in sella ad una bicicletta è un incedere lento ma realmente autentico e concede al viaggiatore la possibilità di sentirsi parte integrante di ciò che lo circonda!
L'itinerario Pedemontano è uno dei classici percorsi in bici da seguire nel nord-est della nostra penisola, un modo alternativo di visitare i luoghi più suggestivi del Friuli in bicicletta. L'itinerario Pedemontano si sviluppa per 164 km partendo da Gorizia, al confine con la Slovenia, e terminando in due possibili percorsi in bici che si dividono all'altezza di Montereale Valcellina: il primo arriva fino a Barcis, nel cuore della Valcellina ed il secondo raggiunge la località di Budoia, a pochi chilometri dal Veneto.
Credevate che l'estate fosse già finita? Le previsioni meteo dicono che il caldo stà per tornare quindi, non fatevi intimorire da questi giorni uggiosi, lustrate i vostri scarponcini da montagna, il vostro spirito avventuriero e partite con noi alla scoperta dei rifugi del Friuli, del Veneto e dell'Austria che fan parte del circuito di GiraRifugi 2012.
Un percorso in mountain bike non lontani dal parco naturale delle Dolomiti Friulane, che dalle sponde del lago di Barcis in Valcellina si inerpica sui pendii verso Piancavallo. Mediamente impegnativo dal punto di vista fisico, questo percorso non presenta difficoltà tecniche snodandosi in gran parte su strada forestale o asfaltata. Le alternative per gli amanti dei single track non mancano!
La notizia era nell'aria da un pò ma l'ufficialità è arrivata ieri da Siviglia dove il World Heritage Committee (UNESCO) ha iscritto le Dolomiti nella propria lista quale patrimonio naturale mondiale.
Il sito comprende una vasta area delle Alpi, 141.903 ettari (più altri 90.000 di aree cuscinetto) divisi tra le province di Trento, Bolzano, Belluno, Pordenone ed Udine. 18 sono le vette che si innalzano sopra i 3000m a sovrastare paesaggi sempre spettacolari, con pareti di dolomia verticali, strette vallate e canyon scolpiti nei millenni dai torrenti che scorrono verso valle provenienti dalle formazioni glaciali sempre più abbarbicate sulle cime più alte. Trekking, ferrate, alpinismo, ma nache sci, nordic walking e escursioni con le ciaspole: le Dolomiti sono il luogo ideale per praticare sport outdoor durante tutto l'anno!
Le Dolomiti si vanno ad aggiungere agli altri 43 siti italiani riconosciuti patrimonio dell'UNESCO, ma solo esse e le isole Eolie fanno parte dei beni naturali per il loro particolare valore ambientale.
Chi avrebbe mai immaginato che oltre la famigerata diga del Vajont la cui costruzione, nel 1963, causò la morte di 2000 persone, ci fosse un mondo così incontaminato e selvaggio?!? Pochi paesi, tutti comuni, poche case, pochissimi residenti stabili, tanti animali, tante montagne, tanta natura, tanto wild... la nostra avventura nelle Dolomiti friulane inizia proprio da questa valle che da Erto e Casso, paese dello scultore-scrittore Mauro Corona, prosegue fino a Claut ed oltre spegnendosi nel lago di Barcis fra itinerari in mountain bike e trekking!
 

Foto del mese

Nella luce del mattino | Pedalando nel Mae Moei national park in Thailandia

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