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by Paola Tartaglino

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Kelimutu su Flores
E' una delle isole più orientali dell'immenso territorio del sudest asiatico... Una strada impervia arranca lungo gli scoscesi pendii dei vulcani più furiosi d'Indonesia attraversando la totalità della verdeggiante terra dove vivono ancora i discendenti portoghesi dei navigatori europei. I coni vulcanici dell'Inerie, delll'Ebulobo, del vulcano Wawo Muda, per citarne solo alcuni, vigilano su quest'isola ai limiti di uno stato ai confini del mondo, tesoro naturalistico dove prosperano uccelli endemici e dove sono celate spiagge nere incontaminate...viaggiatori: benvenuti sulla splendida Flores!!!
"Non preoccupatevi ragazzi: su Flores sono quasi tutti cristiani come voi e non dovete temere nulla...". Resto inorridita di fronte alle parole del responsabile del trascurato ufficio turistico di Labuan Bajo. Dopo nome e nazione di provenienza, ad ogni indonesiano preme sapere la religione dell'interlocutore e questo non mi piace. Non credo sia intelligente dare un giudizio così avventato riguardo i viaggiatori semplicemente basandosi sulle poche informazioni ricevute in cinque minuti di conversazione, ma qui in Indonesia tutto è diverso, tutto è strano, tutto è semplicemente fuori dal nostro mondo! Mi ricordo che nella Thailandia del sud, qualche mese fà, un pittoresco uomo di mezza età dal volto dolce e i capelli argentati che gli ricadevano disordinatamente sulle spalle, ci chiese quale fede professassimo. In quell'istante ci colse alla sprovvista ammaliati com'eravamo dalla splendida arte culinaria della Roti e così non attribuimmo lo stesso valore del nostro cuoco alla domanda. Questo ci costò il doppio del prezzo: il volto dai tratti gentili si contorse in una smorfia buffa ma severa e per mangiare la nostra roti calda, fummo costretti a sborsare due volte tanto quello che avrebbe pagato un musulmano. Un'eccezione all'estrema gentilezza del popolo di Allah incontrato lungo la nostra strada, una situazione spiacevole ma unica nel suo genere! Ma ritorniamo a Flores... Labuan Bajo è il suggestivo porto di attracco dei traghetti provenienti da Sumbawa, la baia punteggiata di isolotti è un paradiso naturale e qualche giorno di riposo forzato per goderci questo luogo incantevole ce lo siamo presi senza troppi ripensamenti! La Lonely Planet descrive le strade di Flores come tappe del Tour de France per la loro sconsiderata pendenza: scoscese per le bici, scoscese per gli altri mezzi, ma dopotutto gli autori della guida non viaggiavano sulle due ruote e quindi cosa potevano saperne dell'effettiva difficoltà dell'asfalto? Siamo stanchi dai lunghi mesi di pedalate ma anche veramente eccitati e la prima impossibile giornata in sella fino alla cittadina di Lembor non spegne il nostro entusiasmo, nonostante la stanchezza prevalga sul nostro spirito avventuriero già a fine pomeriggio, non appena giunti all'homestay! Ruteng, la città principale dell'etnia Manggarai, è stata costruita alla fine di una salita spaccagambe che farà divertire i ciclisti bramosi di fatica.., ma non me che, disperata, invoco Madre Natura per un po' di ombra lungo gli ardui pendii che conducono alla meta! Ci fermiamo a Ruteng una notte sola perchè siamo impossibilitati ad andare oltre, dopotutto questo luogo intriso di cultura Manggarai è una delle cittadine principali di Flores ma non ha nulla di così sbalorditivo da offrire ai visitatori. La sera consoliamo le nostre gambe stanche con un piatto gigante di riso, verdure e carne (pollo o qualcos'altro?=)...il nostro stomaco ringrazia!In due giorni, trascorsi fra spiagge nere, dolci colline e campi da calcio fangosi,giungiamo finalmente in vista del vulcano Inerie inconfondibile per la sua forma conica, praticamente perfetta. L'Inerie non fuma come il vicino Ebulobo, ma è comunque così imponente da creare un certo disagio in chi lo osserva. Bajawa, il cuore di questo altopiano contornato da colli e montagne vulcaniche, è viva e colorata. Il turismo di massa non è ancora arrivato qui, troppo distante da Bali e Giava e difficoltosa da raggiungere, ha mantenuto le sue antiche caratteristiche, le sue tradizioni e la sua cultura. I villaggi dei dintorni, un tempo animisti, sono oggi convertiti ad un cristianesimo permeato dalle abitudini di un tempo: infatti, per esempio, in certi paesini è ancora praticato il sacrificio degli animali in occasioni particolari. Tre giorni non sono ancora sufficienti per rendersi conto di tutto ciò che può offrire questo altopiano, ma noi dobbiamo proseguire verso est sperando di non avere troppi inconvenienti sulle strade a tratti disastrate...che la fortuna ci assista!!! Le sagome dell'Inerie prima e dell'Ebulobo poi, ci affiancano come guide pazienti finchè finiscono per scomparire alle nostre spalle, sempre più piccoli e distanti. Tre discoli ci sorridono dal ciglio destro della strada, "Tuoac tuoac" uno strano rumore mi sveglia dalla beatitudine della pedalata in collina, i bambini indonesiani appena superati, apparentemente degli agnellini innocenti, si sono rivelati delle vere canaglie. Il bizzarro tonfo sentito poco fa non è stato altro che la caduta di un sasso sul duro asfalto, i tre hanno iniziato a tirarci sassi e... come si divertono!!! La mia voce accusatrice lascia solo un po' di perplessità in quei piccoli insolenti che credevano solo di farci uno scherzo originale! Le donne indonesiane sfornano cinque, sei, sette pargoli e poi, ovviamente, il tempo a disposizione da dedicare alla loro educazione è sempre troppo poco...ma chi può biasimarle: una mezza dozzina di figli da tener d'occhio sono davvero tanti! Altre disavventure sono capitate ed altre capiteranno, ma dopotutto non fanno altro che rendere questo viaggio più emozionante ed imprevedibile! Una notte ad Ende, 80000 abitanti, forse la città più grande di Flores e ci ritroviamo per l'ennesima volta ad arrampicarci in un canyon verdeggiante che conduce al villaggio di Moni, la base di partenza per visitare il Parco nazionale di Kelimutu. Tre laghi di origine vulcanica sono incuineati nei crateri di altrettanti coni e, periodicamente, cambiano colore: dal rosso vivo al verde, al nero, al turchese...un fenomeno alquanto bizzarro che rende questo parco l'attrazione più visitata dell'isola di Flores. Da Moni, un passaggio, pagato a caro prezzo, sull'auto di un indonesiano aspirante pilota di formula 1 per quasi 500 km, ci riconduce a Labuan Bajo in solo 15 ore!Il tempo stringe, il nostro volo aereo da Bali, non uno interno, ma il volo che, dopo 10 mesi di girovagamenti in questo Oriente straordinario, ci riporterà a casa non aspetta nessuno... Gli ultimi nostri giorni asiatici sono come un libro di racconti, alcuni ascoltati da un abile narratore, altri raccontati in un inglese italianizzato: i compagni della nostra minicrociera da Flores a Lombok hanno da descrivere decine di avventure ed alcune fra le sere più belle dell'intero viaggio, sono quelle trascorse sul ponte della barca, con il mare come sottofondo musicale e un cielo stellato come spettatore d'eccezione, a parlare per ore ed ore! Il rientro a casa, non nella casa edificio, ma la casa fatta da persone che amiamo, è emozionante come lo è stato il nostro lungo peregrinare senza meta in un Oriente ammaliante ed affascinante, ma anche talvolta triste e deludente. Volti contratti dalla sofferenza ed invecchiati dalla fatica, sorrisi sinceri e preziosi, anime perse ai bordi delle strade...Questo capitolo si è chiuso, ma le nostre anime inquiete ricordano un po' il Martin Eden di Jack London: una sosta in un porto sicuro prima di ributtarsi a capofitto e senza ripensamenti in un mare di avventure!
Le undici canzoni che ci han fatto da colonna sonora: Far Behind di Eddie Vedder, Symphay for the devil dei Rolling Stones, Tourist dei Radiohead, Il bandito e il campione di De Gregori, Siamo i ribelli della montagna rifatta dai Modena City Ramblers, Search and destroy degli Stooges, See Emily play dei primi Pink Floyd con Syd Barrett, Just Breath dei Pearl Jam, una canzone thai della quale è meglio non sapere il titolo, Bridge over troubled water rifatta da Johnny Cash e A whiter shade of pale dei Procol Harum.

Questo articolo fa parte del diario di viaggio tenuto in diretta del progetto Downwind. Se volete leggere le altre puntate, ecco qui tutti gli articoli dei nostri dieci mesi in bicicletta nel sud est asiatico

Se volete sapere cosa ci ha entusiasmato di più del nostro tratto indonesiano ecco le dieci mete da non perdere in Indonesia.

Mercato di Bajawa
Parco nazionale di Kelimutu
Caffè al sole
Chi c'è?
Terrazzamenti di risaie
Inseguiti dai bambini
Il vulcano Inerie
Laghetti sul Wawo Muda
Raccolta frutta
Pulizia del cortile
Perchè scegliere,le svuoto tutte!
Sosta sull'asfalto lungomare
Un po' di frescura
Verso la scuola musulmana
"Draghetto" di Komodo

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