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I primi 15 giorni tra i kiwi sono gia` alle spalle e non mi sembra possibile. Mi pare ieri che sono atterrato all`areoporto di Auckland ed ora sono sulla costa orientale, pronto a rientrare nel cuore dell`isola del nord, seguendo il mio zigzagante itinerario. Una volta acquistato tutto il necesssario per l`avventura, ho lasciato Auckland per spostarmi prima a Miranda quindi a Tauranga, Rotorua e Waikaremoana per raggiungere infine Napier, nella Hawke`s bay, il tutto in 8 tappe e 700 chilometri circa.
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Il primo impatto con le strade neozelandesi non e` stato dei migliori, non tanto per la guida a sinistra a cui sono abituato dopo nove mesi di australia, quanto per l`intricato groviglio di viali ed incroci rappresentato dalla periferia meridionale di Auckland. Uscire dalla citta` in automoblie e` semplice: si infila la motorway e quindi... sempre dritti verso sud! In bicicletta la questione non e` cosi` semplice dato che non e` esattamente indicato percorrere la motorway (sorta di autostrada) di una citta` di un milione di abitanit alle 8 di mattina (oltre ad essere vietato dalla legge). Quindi sono andato alla ricerca, senza alcuna mappa dettagliata, della Great southern road. Dopo qualche sosta per richiedere informazioni, sono riuscito a trovare la `retta via`, mai piu` lasciata fino al sobborgo di Papakura dove mi sono finalmente defilato dal traffico cittadino dirigendomi verso le colline sud-orientali. A gran fatica le ho scavalcate passando inizialmente attraverso una stretta e tortuosa gola (Hunua gorge) e quindi per lande piene di vacche e pecore. L`obiettivo della prima giornata era la cittadina di Thames all`imbocco della Coromandel peninsula ma la stanchezza dovuta alla completa mancanza di allenamento e la voglia di un bagno caldo mi fanno fermare a Miranda, sulla sponda opposta del Firth of Thames, il golfo tra Coromandel e resto della new zealand. Nell`unico campeggio della zona una piscina geotermale (hot pool) e` l`ideale per rilassarsi.
![]() Il giorno successivo la tappa e` ancor piu` dura (140 km), su e giu` per le colline costiere senza un metro di pianura. Stremato, mi fermo ad una decina di chilometri dalla cittadina di Tauranga, in un caravan park pieno di ragazzi con il working holiday visa che stanno raccogliendo kiwi: hey boys, io ci sono gia` passato, vi saluto! Due chiacchiere con dei simpatici tedeschi (quanti ce ne sono in giro per il mondo!) ed una coppia di milanesi che gira in camper ed al mattino sono nuovamente in sella. La cittadina di Tauranga non mi entusiasma ma almeno lungo il pontile si tiene una mosrta all`aperto del fotografo Yann Arthus Bertrand (spero si scriva cosi`) a cui dedico un po` di tempo. Risalito in sella, lascio definitivamente la costa settentrionale un`oretta piu` tardi, dirigendomi verso il centro e Rotorua. Il caldo e` torrido e la schiena (o meglio, la cervicale) mi sta torturando quindi accosto dove trovo il primo cono d`ombra sdraiandomi a riposare. Dieci minuti piu` tardi un camper a nolo accosta: sono i milanesi. Preoccupati per le mie condizioni mi offrono un passaggio fino alla cittadina meta della mia tappa odierna. Io accetto un po` d`acqua ed una bevanda energetica ma, essendo soltanto mezzogiorno, rifiuto la gentile offerta e ricomincio a scalciare sui pedali annaspando sulle colline. La vista del lake Rotoiti mi conforta ed in breve tempo costeggio il lake Rotorua fino all`omonima cittadina.
Il giorno successivo visito il complesso di Te Puia costituito da una ricostruzione di parte di un villaggio maori qui presente in passato ma sopratutto sede di un`area geotermale con piscine di fango ribollente, sorgenti calde ed il Pohutu geyser, il quale erutta circa due volte all`ora. Particolarmente suggestiva anche la Ngararatuatara cooking pool, una sorgente calda perfettamente circolare dove le donne maori usavano immergere il cibo per cucinarlo.
Dopo un breve trasferimento verso sud, la Waimangu volcanic valley e` l`oggetto del mio interese odierno: questa vallata, nata nel 1886 dopo l`eruzione del vicino mount Tarawera, e` la piu` giovane area idrotermale di superfice al mondo. Vi passeggio per 3-4 h seguendo il corso di un torrente caldo che collega il Frying pan lake (la piu` grande sorgente termale al mondo) al lake Rotomahana. La visione di cio` di cui la natura e` capace ancora una volta mi lascia semplicemente estasiato, come rimango senza fiato il giorno successivo alla visione dell`Artist`s palette nel complesso di Wai-o-tapu. Questa distesa d`acqua assume differenti colorazioni, dal giallo dello zolfo al rosso del ferro e lo spettacolo della sua visione dall`alto di una collina le ha conferito tale nome (tavolozza d`artista).
Dopo tre giorni di relativo riposo (120 km in totale), arriva quella che in un giro d`Italia si chiamerebbe `tappone dolomitico`: sono un centinaio di chilometri ma tutti sterrati e con 2000m di dislivello da superare in sei lunghe colline (...si`, le ho contate tutte!). La meta e` il lake Waikaremoana, spelndido ed enorme specchio d`acqua incastonato tra le foreste del Te Urewera N.P. La strada e` dura ma splendida e poco trafficata: sicuramente la piu` bella giornata da quando sono in NZ. Altra sosta per compiere una breve escursione a piedi sono al lake Waikareiti, fratello minore del Waikaremoana, situato a 900m sul livello del mare (in realta` mi sarebbe piaciuto fare la Waikaremoana great walk di 3/4 giorni attorno al lago, ma il tempo a mia disposizione non me lo concede).
Il giorno successivo risveglio disastroso con un tempo da lupi: pioggia, vento e freddo. La tappa di trasferimento verso la costa orientale si rivela un`impresa visto che rimango infangato ogni 10 minuti per i primi 20 chilometri. La visione dell`asfalto e le condizioni meteo in miglioramento mi rinfrancano il morale ed in due giorni raggiungo la cittadina costiera di Napier, famosa per i suoi edifici art deco che ora andro` a visitare.
Per ora e` tutto, nell`attesa di rientrare verso Taupo, effettuare il Tongariro crossing (la piu` famosa delle escursioni a piedi di un giorno qui in NZ) e scendere verso Wellington...
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