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Wednesday, 10 Mar 2010
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Travel words...

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Forse l'unica ragione di viaggio dovrebbe essere quella di misurare con esattezza i limiti della propria conoscenza.

J.M.G. Le Clézio

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Vipera berus-marasso
 A nice but dangerous meeting into the Stilfser National Park.

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Inserita nella sezione Altri libri la recensione dell'ultimo libro letto: Camminando di Pino Cacucci, una raccolta di interviste ed incontri dell'autore con personaggi noti e sconosciuti, dalle esperienze incredibili. Piacevole e veloce.

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A prima vista...   is the photogallery where i put some pictures taken last year. Someone in Australia, others in New Zealand and someone else in mine loved Trentino. Have a look! To watch all the travel pics enter the Travel gallery.

MTB

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Balcans by pedals
Oriente... PDF Print E-mail
Travels - Balcans by pedals
Written by Leo   
Monday, 24 August 2009 00:00

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La sensazione è forte... saranno i minareti che si alzano dal centro cittadino oppure l'odore della carne arrostita tra il fumo del grasso che cade sulle braci, o ancora i vicoli ciottolati in cui venditori ed acquirenti contrattano incessantemente... l'oriente sembra ad un passo, dietro l'angolo. Sarajevo, caldo umido, stanchezza e malinconia da ultimo giorno di viaggio, cittadina compatta, atmosfera giovane ma tradizionale allo stesso tempo. Vago nel tramonto lontano. Solo i palazzi più alti, i minareti, i campanili e le colline intorno al centro città sono ancora illuminati dagli ultimi raggi di sole. La vita nella città vecchia di Bascarsija si fa caotica, accendendosi di mille luci, colori, suoni ed odori. I ristoranti offrono a prezzi stracciati Cevapi, Buruk e Pljeskavica, tutti piatti tipici bosniaci... e mentre nei vicoli la frenensia monta nella notte, in periferia l'unico canto che si eleva è quello dei muezzin.

Sarajevo

 
Tara river (confine serbo-montenegrino) - Sarajevo PDF Print E-mail
Travels - Balcans by pedals
Written by Leo   
Saturday, 15 August 2009 00:00

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Una tappa tutta d'un fiato. Aria di casa, di cottà, di riposo. E' l'ultima purtroppo, per fortuna, di già, finalmente. Sembra ieri, e forse lo è, che ho salutato i miei a Lupoglav, nel nulla dell'Istria continentale. Ora sono qui seduto in un bar di Sarajevo a guardarmi alle spalle. Ho deciso di chiudere qui il mio tour dei Balcani in bicicletta, non per la mancanza di volontà di proseguire e continuare a scoprire nuovi angoli di mondo ma semplicemente per la forza simbolica di una conclusione nel cuore pulsante della Bosnia, la sua anima e capitale. Inoltre provo una sensazione strana, mai provata prima nei miei vagabondaggi: nostalgia di casa, di montagne, di frescura serale, di sterrati e single track in MTB, di passeggiate con la fedele Farah al seguito, di caffè al bar con l'amico Ale, di un pasto "all'italiana". Sarà l'età che avanza, sarà il momento particolare della mia vita, sarà... ma ho deciso: Sarajevo, le sue vie, i suoi profumi e colori, i suoi mercanti che ti attirano, i muezzin che risuonano al tramonto, i minareti che dominano i bassi edifici del centro; sarà questa la mia ultima visione della Bosnia e di questo breve ma intensissimo viaggio nei paesi sorti dalle macerie Jugoslave.

Sarajevo
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Zabljak-Tara river (confine serbo-montenegrino) PDF Print E-mail
Travels - Balcans by pedals
Written by Leo   
Friday, 14 August 2009 00:00

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La decisione è presa. 110 km sono nuovamente alle spalle. Ho lasciato Zabljak per raggiungere Sarajevo ed eventualmente proseguire verso nord in sella alla bicicletta... ma questo lo deciderò più avanti. Questa mattina mi sono svegliato di buon'ora e sono andato a dare un'occhiata alla gola del fiume Tara. Il canyon scavato dal fiume nella roccia è lungo 80 km e profondo fino a 1300m. Il punto panoramico di Curovac, indicato nelle guide, si rivela un enigma da scovare. Per prima cosa si deve indovinare la strada che esce da Zabljak e quindi districarsi tra le sue mille diramazioni. Mi ricordo vagamente di tenere sempre la destra (il giorno precedente in un negozio di souvenir avevo dato un'occhiata ad una carta del parco) ma la mia sfortuna è sfacciata quando mi fermo per un attimo per riprendere fiato a bordo strada ed una freccia in legno piantata nel tronco di un albero indica un sentiero che si stacca dalla via principale verso la località ricercata.

Plisko lake
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Niksic-Zabljak PDF Print E-mail
Travels - Balcans by pedals
Written by Leo   
Thursday, 13 August 2009 00:00

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Lascio l'hotel Onogost (che sconsiglio vivamente a chiunque) salutando la receptionist che solo ora scopre la mia nazionalità, cambia umore diventando molto più allegra e ciarliera ed inizia a parlare in italiano. Visto che sono entrato in confidenza le chiedo indicazioni riguardo ad una strada secondaria che vorrei fare per giungere a Savnik ma non c'è verso di convincerla. Perchè imboccare una strada secondaria stretta e piena di curve quando c'è quella principale, dritta e larga. Valle a spiegare che in bici larghezza e curve contano poco ed è molto meglio restare fuori dal traffico! Inizio allora la ricerca della strada ma sembra essere in atto un complotto contro di essa: tutti mi indirizzano verso la strada principale e dopo essere stato fuorviato per un paio di volte dalle indicazioni dei passanti cedo per sfinimento all'ultimo giovane che cerca di convincermi di quanto sia più veloce e scorrevole la via in direzione di Pluzine. Imbocco la strada da lui segnalatami, stanco e sconfitto.

Nei pressi di Zabljak
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Stoliv-Niksic PDF Print E-mail
Travels - Balcans by pedals
Written by Leo   
Wednesday, 12 August 2009 00:00

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Tappa breve ma tosta. Come previsto al mattino rientro a Kotor e valico le sue mura per una visita. Ancora una volta mi perdo per i vicoli della cittadina per ritrovarmi sulla scalinata (1500 gradini) che conduce alla fortezza che domina la baia. Vista la tappa che mi aspetta, mi fermo alla chiesetta a metà strada senza raggiungere l'estrema sommità delle antiche mura. Il panorama è comunque mozzafiato su parte della baia e sull'intera cittadina di Kotor. Ridiscendo nell'imbuto della città vecchia (ha questa strana forma) e vagabondo ancora un pò per i vicoli tra chiese, piazzette e negozietti. Soddisfatto della visita, risalgo in sella e riparto alla volta di Pergast, tra lo strombazzare dei clacson di un matrimonio. Velocemente raggiungo il bivio e dopo essermi rifornito di acqua in abbondanza, inizio l'ascesa lasciando la strada costiera.

Baia di Kotor dalla fortezza
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