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Questo articolo vuole cercare di fondere in una unica essenza quelle che sono due delle mie grandi passioni: la fotografia ed il viaggio. Esse rischiano di entrare in forte conflitto, come Eric Newby diceva, se si lascia che l'ossessione per il souvenir fotografico tolga il gusto del semplice vagabondare. Ma esse possono anche divenire l'una il complemento dell'altra, se riusciamo a cogliere con il nostro obiettivo l'essenza del paese che attraversiamo, senza però lasciarla soltanto sulla pellicola della nostra reflex analogica o, più frequentemente negli ultimi tempi, sulla card della nostra digitale. Si deve in sostanza cercare di portare a casa le migliori immagini possibili, che possano riuscire a trasmettere a chi non ci ha accompagnato parte delle nostre sensazioni, riuscendo però a vivere tali emozioni pienamente senza il filtro di un mirino fotografico.
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Viaggiare, così come fotografare, è un'arte. E come qualsiasi arte, non tutti hanno il talento e le capacità per farlo. Si può girare il mondo, vedere centinaia di paesi e città, senza per questo essere dei viaggiatori. Il viaggiatore cerca di conoscere ed informarsi, di scoprire luoghi differenti da quelli più conosciuti e turistici, di parlare e comprendere le persone andando oltre le difficoltà linguistiche, di immergersi completamente negli ambienti in cui si trova. Questa maniera di porsi nei confronti di una nuova cultura, di un nuovo paese, di una differente religione si può imparare ma è soprattutto una qualità innata, come quella di scrittore, giornalista, free lancer... Fondamentale è comunque la volontà di apprendere, la curiosità di conoscere, la capacità di ascoltare, l'abilità di condividere.
Se si riesce ad affrontare un viaggio con questo spirito, con una mente ed un cuore aperto, si riuscirà ad assorbire, almeno parzialmente (perchè questo processo abbia successo completo lo stesso atteggiamento deve essere presente nelle persone che incontriamo e con cui ci raffrontiamo) la vera essenza di un luogo e della sua gente. Una conseguenza di ciò, per tornare all'argomento di questo articolo, sarà una maggior facilità nel saper cogliere tramite la nostra macchina fotografica le sfumature ed i colori più nascosti di ciò che sta di fronte a noi, ottenendo una rappresentazione ed un'interpretazione del nostro viaggio meno banale e scontata.
Ciò non significa che non dovremmo visitare attrazioni turistiche e località note. Anche in questi luoghi sarà sempre possibile cogliere scorci differenti e originali.
In questo stà la differenza fra una bella fotografia di viaggio ed una eccellente.
![]() Come vedete nel titolo le "regole" della fotografia di viaggio sono state inserite fra delle virgolette. Non esistono infatti regole fisse e rigide da seguire, se non quelle classiche della tecnica fotografica (messa a fuoco, tempo e diaframma...). Oltre a queste, la capacità artistica e l'abilità esecutiva di ognuno di noi deve avere libero sfogo nella interpretazione della realtà attraverso l'obiettivo.
![]() Prima di partire è importante, per chi ne ha la possibilità, scegliere l'attrezzatura da portare con sè con cura, differenziando le focali a disposizione, non dimenticando il treppiede ed una buona dose di memoria disponibile (io preferisco un paio di schede ed un hard disc portatile su cui scaricarle una volta piene, in alternativa qualche memory card in più andrà benissimo; per chi ancora utilizza le analogiche il problema maggiore sarà il trasporto e l'ingombro dei numerosi rullini scattati). Fate attenzione a mantenervi comunque leggeri, senza avere quintali di attrezzatura. La comodità e facilità di movimento e spostamento in viaggio devono essere tenute in alta considerazione, a volte rinunciando anche a qualche obiettivo o accessorio. Un ultimo consiglio: procuratevi dei sacchetti idrorepellenti in cui inserire camera e obiettivi all'occorrenza.
![]() Quando siete in viaggio, cercate di conoscere i locali, parlate con la gente, perdete del tempo (non è mai tempo perso!) a fare due chiacchiere, sicuramente ne otterrete qualche informazione utile per le vostre immagini. Se così non fosse, avete conosciuto qualche persona in più e avete stabilito un rapporto di amicizia con qualcuno...questo è più che sufficiente. Per quanto riguarda le inquadrature ed i soggetti, differenziate il più possibile e siate creativi. Alternate la fotografia naturalistica ai ritratti (in questo personalmente sono piuttosto carente, lo devo ammettere), cambiate il punto di vista con cui ritraete un soggetto. Cercate di rispettare la regola dei terzi ma non mancate di sperimentare angoli e composizioni differenti ed inusuali. Un primo piano importante ma non ingombrante aiuta a non disperdere lo sguardo nelle fotografie di paesaggio, così come la regola delle diagonali.
![]() Se potete, sfruttate sempre la luce delle prime ore del giorno o del tramonto e cercate di essere sul luogo che volete ritrarre in anticipo per studiare un pò la location, dandovi anche il tempo di ammirarla senza pensare alla fotografia.
L'ideale quando si vuole raccontare un viaggio per immagini, è riuscire a trovare un filo conduttore ed imbastire una narrazione su di esso.
Questi sono i consigli che mi sento di darvi quando cercate di portare a casa delle fotografie da un vostro viaggio, senza mai dimenticare di lasciare spenta la macchina fotografica e tenerla nella sua custodia quando sarà richiesto dalla situazione, rispettando il volere di chi ci ospita temporaneamente.
Il turismo responsabile potrebbe essere una via adeguata da seguire in caso di viaggi fotografici, soprattutto nel terzo mondo. |
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