I ciclisti per caso da Brescia a Monaco in bici | Primo giorno

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Il viaggio è iniziato da tempo . Probabilmente fin dalla prima esperienza Toscana di due anni fa e resta sospeso nella bolla temporale che separata i diversi percorsi tra loro. Resta sospeso ma vivo, alimentato dalla fiamma del desiderio, di ciò che è stato e di ciò che potrebbe diventare.
Quest'anno ha mostrato i denti della fatica ancor prima di iniziare a pedalare realmente. Far coincidere le esigenze del lavoro con quelle di ognuno di noi è stata una impresa enorme che ci ha impegnato in mesi di estenuanti ricerche dell'intreccio perfetto! Ecco che allora un viaggio di soli tre giorni diventa una lunghissima esperienza che ci ha via via trasformati unendoci ancor prima di conoscerci. Domani volti nuovi incroceranno gli sguardi e la sola idea ci fa tremare dall'emozione. I messaggi sul telefono si accavallano alla velocità della luce dando vertigini.
Ci imponiamo il silenzio prima di esaurire anzitempo le energie.
Domani, finalmente, è il nostro giorno. Porteremo con noi chiunque abbia voglia di seguire la nostra breve ma intensa esperienza condividendo la bellezza di terre nostrane e vicine

Il primo giorno

 
La sveglia suona con feroce insistenza ricordandomi gli impegni lavorativi. Scendo in garage ed inforco la bicicletta; il muletto, non l'ammiraglia che mi guarda col capo piegato di lato. Negli ultimi due giorni le ho dedicato attenzioni che non riceve nel corso di tutto l'anno ed ora mi ripaga con uno sguardo che trasuda voglia di viaggio
La testa è altrove, proiettata avanti di alcune ore. L'attesa del momento divora lo spazio temporale che ci separa dalla partenza e così ci ritroviamo in un attimo a condividere anche con i colleghi l'emozione della partenza.
Volti nuovi e veterani. Mani che si stringono in una presentazione superficiale già appagate dall'idea del viaggio che accomuna a sufficienza. Ci sarà tempo per conoscerci meglio.
Salvatore, Simone e Stefano... colleghi, amanti della bicicletta ed incuriositi dai nostri racconti. Luca, giovane collega del S.Anna con alle spalle viaggi di tutto rispetto. Carlo, unitosi all'ultimo momento e con una bicicletta a noleggio, rendendo onore così allo spirito d'improvvisazione del gruppo. L'emozione è talmente alta da coinvolgere anche chi ci raggiungerà solo domani mattina tanto che Giorgio ci seguirà per un po' scortandoci con la sua moto. Non lo dice apertamente ma lo vediamo fremere nel non poter spingere fin da subito sui pedali.
Nello stesso istante in cui stacchiamo il piede da terra, compaiono sorrisi ebeti sui nostri volti. Raggiungiamo Giosuè e Dario che ci aspettano sulla statale e poi via finalmente concentrati sul primo obiettivo: raggiungere Maderno dove il traghetto ci condurrà sulla più sicura e confortevole sponda veronese.
Ci incanaliamo su una ciclabile che la maggior parte di noi non ha mai percorso, concedendoci un punto di vista differente di un territorio che pensiamo di conoscere bene.
I paesaggi bucolici ci ricordano come non servano grandi distanze per viaggiar davvero.
Adulti che diventan bambini. Campanelli che suonano comunicando al mondo la felicità di esser lì in quel momento.
Giungiamo rapidamente ai Tormini regalandoci la prima vera discesa. Mi distendo sul telaio nella ricerca di una aerodinamicità estrema nel più classico dei giochi fanciulleschi. Dario a ruota ma non appena superiamo i 50/h lo vedo rallentare vistosamente regalandomi così la prima vittoria da velocista.
Planiamo in un attimo al cospetto del lungo lago e da lì a Maderno divoriamo la strada forti anche di un gruppo che rende facile procedere a buone andature. Siamo in netto anticipo sulla tabella di marcia al punto che possiamo concederci un carico energetico supplementare sotto forma di una birra fresca.
Alla biglietteria dell'imbarco commettiamo l'errore di pagare in tre, aprendo le porte ad un balletto di monetine che passano di mano in mano nell'improbabile tentativo di pareggiare i conti. Lezione per il futuro.
Una volta imbarcati scopro il vero motivo della mia vittoria in discesa. La ruota anteriore di Dario balla vistosamente. Dopo i primi infruttuosi tentativi con regolazioni base, è il momento di dimostrare le capacità di risolvere problemi di due dei nuovi. Salvatore e Stefano con un copertone usato creano un'ottima rondella in gomma che renderà l'incerta ruota un preciso rasoio.
Sbarchiamo dal traghetto tra la curiosità degli addetti ai lavori ed inforchiamo la statale. La scelta della sponda veronese si rivela ottima. Strada pianeggiante e quasi sempre a lambire le calme acque del lago. Temperature eccezionali. L'eccitazione ha lasciato il posto alla tranquillità di chi si sente in pace con se stesso.
Brescia-Monaco ...
Brescia-Monaco ...
Brescia-Monaco ...
Brescia-Monaco ...

Le gambe girano che è un piacere riuscendo così a tenere medie di tutto rispetto. I turisti sdraiati in spiaggia o immersi nei primi bagni ci regalano la sensazione definitiva di essere in vacanza.
Scorgiamo il cartello che indica il nostro ingresso in Trentino ed io è Federico ne approfittiamo per immortalare il momento perdendo il contatto col gruppo. Giungiamo a Torbole in perfetto ruolino di marcia, individuando un info point per la ricerca di un alloggio per la notte. Bastano pochi minuti per risolvere il nostro problema. Telefono a Simone che, quasi incredulo, richiama a raccolta il gruppo. veniamo a sapere che Giosuè aveva già iniziato la sua ricerca tradizionale ma ancora una volta quella tecnologica di Federico ha la meglio!
Una cortese locandiera offre un dignitoso alloggio per noi e le nostre cavalcature oltre ad indirizzarci presso un simpaticissimo pizzaiolo per concludere la serata.
La tavola si conferma collante eccezionale e così, a gambe ferme, ne approfittiamo per conoscerci meglio.
Chiacchiere e risate. Ricordi di una Parigi lontana e di un "qui ed ora" che ci fa programmare a grandi linee le prossime tappe.
Due passi in una sera dolcissima di inizio estate. Stelle per cappello ed uno sciabordio del lago che invitano alla meditazione.
Momento zen per Federico che si ricarica d'energia.
Definiamo i tempi per domani mattina. Dobbiamo assolutamente arrivare in orario all'appuntamento con gli ultimi due membri del gruppo.
Gambe pesanti a solcare i gradini che ci separano dalle nostre stanze.
Distesi felici sotto candide lenzuola.
I problemi sono lontani!
Brescia-Monaco ...
Brescia-Monaco ...
Brescia-Monaco ...
Brescia-Monaco ...
 
Se vi interessa proseguire nella lettura del racconto del viaggio in bici dei Ciclisti per Caso da Brescia a Monaco potete dare un'occhiata alla seconda tappa del viaggio.
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Givi

Il gruppo è nato casualmente tre anni fa da un'idea di Federico Pascucci e Vincenzo Cinque, medico ed infermiere dell'Ospedale Civile di Brescia, con l'intento di raggiungere i genitori del primo residenti a Cortona. Coinvolti altri due colleghi, è venuto spontaneo chiamarsi "Ciclisti per caso" proprio perchè nessuno di noi utilizza la bicicletta se non per brevi spostamenti cittadini. L'idea è che il cicloturismo è alla portata di tutti anche senza preparazione fisica specifica ma solo con la forza della convinzione.
Partiti tra lo scetticismo dei colleghi, grazie alla riuscita del primo viaggio, l'anno successivo si sono uniti altri due amici in direzione Parigi in un viaggio che ci ha fatto capire le nostre potenzialità e quest'anno abbiamo raggiunto la ragguardevole cifra di 12 partecipanti.
La composizione è variegata con una forbice di età compresa tra i 26 e i 63 anni. Lo spirito è caratterizzato dalla casualità non solo nell'approccio alla bicicletta ma anche sulla scelta delle destinazioni, considerando che negli ultimi due viaggi le decisioni sulle mete sono state affidate ad un lancio di monetina.

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