Due giorni sul Delta del Po: birdwatching e cultura

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Un week end Pasquale all'insegna della pioggia che ha in parte guastato la nostra due giorni nel parco del delta del Po. Nonostante il meteo inclemente, il fascino delle valli di Comacchio e del ramo del Po di Goro ci hanno accompagnato durante le nostre uscite fotografiche. Partiti da Trento venerdì sera, ci siamo diretti verso Ferrara dove abbiamo fatto una veloce visita al centro passeggiando di notte tra le caratteristiche vie della città vecchia. Il mattino seguente ci siamo spostati di buon'ora verso le valli di Comacchio per iniziare il nostro week end di birdwatching. Fortunatamente il cielo plumbeo ha iniziato a scaricare quantità ingenti di pioggia soltanto dal pomeriggio inoltrato concedendoci una giornata di cammino ai margini delle basse acque del delta. Ancora una volta in notturna, abbiamo visitato la cittadina di Comacchio per dirigerci poi verso nord e l'abbazia di Pomposa, nostra prima meta del giorno successivo. A mattinata ormai siamo giunti a Gorino, ultimo paesino sulle sponde del Po di Goro. Di qui abbiamo intrapreso l'ultimo trekking del week end che ci ha regalato suggestivi incontri e paesaggi intriganti.

A Ferrara, la città delle biciclette

Da qualche anno mi promettevo di scendere verso l'Emilia-Romagna per visitare una delle zone umide più estese del Belpaese: il delta del Po. Approfittando della pausa di Pasqua, con Vero abbiamo caricato macchine fotografiche ed obiettivi in auto ed abbiamo imboccato l'A22 verso Ferrara. Le previsioni meteo erano implacabili: due giornate di pioggia non ci avrebbero regalato il caldo tepore del sole primaverile! Non ci siamo comunque fatti scoraggiare e con una giacca anti-pioggia nello zaino siamo giunti a Ferrara quando ormai l'oscurità era calata. Il centro cittadino, circondato da 9 km di mura, costituisce uno degli esempi di cittadina medievale meglio conservati e per questo l'UNESCO lo ha inserito nella lista dei patrimoni dell'umanità. Due passi tra il Castello Estense, la cattedrale di San Giorgio, il palazzo della Ragione ed altri edifici ci hanno fatto apprezzare le bellezze della città delle biciclette. Una libreria aperta anche il sabato sera ci ha però ricondotto al tema principale di questa nostra escursione: sui suoi scaffali abbiamo trovato una bella guida al birdwatching che non ci siamo lasciati sfuggire. Il giorno successivo è iniziato presto e poco dopo l'alba (celata da uno spesso strato di nubi) siamo giunti nei pressi di Comacchio, alla Stazione di pesca Foce. Di qui abbiamo imboccato l'itinerario che conduce alle saline. Il colore rosato del cielo faceva da sfondo ad una sfilata infinita di volatili. Se qualcuno mi chiedesse un luogo dove ancora la biodiversità è tangibile ed evidente, sicuramente sceglierei questo!

Birdwatching sul Delta del Po

I primi avvistamenti sono iniziati appena oltrepassato il museo delle valli di Comacchio: garzette, gabbiani corallini, sterne ed aironi cenerini erano ben visibili di fronte a noi. La nostra marcia verso le saline era lenta e spesso interrotta da nuovi avvistamenti. Stormi di marangoni minori e di anatre (germani reali e volpoca) ci passavano sopra la testa tenendoci con il naso all'insù. Giunti dopo un paio d'ore alle saline, la nostra attenzione è stata catturata dal volo frenetico di alcune rondini mentre poco oltre una coppia di cavaliere d'Italia raschiava il fondale in cerca di cibo. L'attrazione maggiore della giornata sono però stati i fenicotteri rosa: qui risiede la maggiore colonia italiana e abbiamo potuto ammirarne molteplici nelle acque di fronte a noi. Sulla via del rientro, durante un appostamento per fotografare alcune garzette, un fagiano disturbato dalla nostra presenza, ha preso il volo dal suo nascondiglio fra l'erba alta ad un paio di metri da noi, facendoci saltare all'indietro per lo spavento. Siamo rientrati verso mezzogiorno all'auto, facendoci accompagnare per un tratto da un beccaccino per nulla timoroso, e dopo esserci rifocillati ci siamo spostati a sud, nella zona di S. Alberto. Di qui abbiamo intrapreso la camminata verso Volta Scirocco ma poco oltre la deviazione per il lembo di terra di Boscoforte, la pioggia ha iniziato a scendere copiosa e ci ha consigliato una ritirata strategica verso l'auto. Con questa abbiamo concluso l'anello attorno alle valli di Comacchio passando per valle Zavalea e rientrando nella cittadina quando ormai l'oscurità era sopraggiunta. Una cioccolata calda e alcuni scatti del Trepponti, del ponte degli Sbirri e dei canali dominati dalle casette colorate e siamo nuovamente in movimento verso nord.

L'abbazia di Pomposa e l'area di Goro

Il mattino successivo la prima tappa, sotto una pioggia ancora torrenziale, è l'Abbazia di Pomposa, antica roccaforte benedettina: le pareti affrescate ed il soffitto in legno rendono l'ambiente interno molto suggestivo e gradevole. Quando usciamo dalla chiesa, la pioggia persiste ma ha ridotto la sua intensità ed ottimisti ci spostiamo verso Mesola per svoltare nuovamente verso il mare e giungere a Goro. Il tempo ancora incerto ci consiglia una sosta per la colazione e quando usciamo dal locale possiamo permetterci di non aprire più l'ombrello. Giunti a Gorino lasciamo l'auto in un parcheggio ed inziamo il percorso che ci condurrà in un paio d'ore verso il Faro di Gorino, alla foce del Po di Goro. La passeggiata è interessante nonostante il molto fango e, purtroppo, la quantità enorme di rifiuti sul percorso. Avvistiamo qualche garzetta, gli immancabili gabbiani e mentre qualche airone (cenerino e bianco) ci sorvola sopra la testa, uno stormo di folaghe riposa al largo sul mare increspato. Il tratto più interessante del sentiero è l'ultimo, dopo un centro di avvistamento del parco ormai abbandonato. Si attraversano tunnel di rovi e si possono ammirare tra i canneti numerose specie di volatili. All'orizzonte un volo diverso dal solito attira la nostra attenzione: inforchiamo il teleobiettivo e notiamo la tipica sagoma di un rapace. Troppo lontano per essere riconosciuto, ci chiediamo se possa essere stata un'aquila anatraia oppure un falco di palude. Giunti sul lembo di terra dirimpetto al faro ci riposiamo per qualche minuto in religioso silenzio ammirando il cielo punteggiato da numerosi uccelli in volo e quindi ci incamminiamo verso Gorino di nuovo.

Nonostante il meteo non sia stato dei migliori, il fine settimana nel delta del Po (soltanto nella zona emiliana del parco) è stato assolutamente entusiasmante per dei birdwatcher alle prime armi come noi e ci ha lasciato con la volontà di approfondire questa nostra passione e ritornare a far visita alle migliaia di esemplari presenti qui. Inoltre, ogni anno in maggio, nel parco del Delta del Po si tiene il Festival del birdwatching... solo per veri appassionati!!!

Per chi volesse organizzare una passeggiata nelle valli di Comacchio o sul ramo del Po di Goro qui sotto trovate le tracce GPS (files GPX) dei percorsi da noi seguiti:

Altri numerosi itinerari si possono trovare sulle pagine del sito ufficiale del parco del delta del Po.

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Se siete alle prime armi con il birdwatching vi consiglio questa breve ed utile guida al birdwatching realizzata da Marco Pagliari
Leonardo

Cicloviaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide montagne del suo Trentino e dei dintorni del lago d'Iseo dove abita, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, ha dedicato gran parte della vita al cicloturismo viaggiando in Nuova Zelanda, Balcani, Norvegia e molti altri paesi. Ultimamente ha trascorso dieci mesi in bici nel Sud est asiatico e ha attraversato le Ande in bici.
Sito web: www.lifeintravel.it

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