Ciaspolata notturna in Val di Non al rifugio Todés Ci

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L'occasione per provare un'esperienza nuova come la ciaspolata notturna è arrivata in Val di Non grazie alla ciaspolata al chiaro di luna organizzata sull'Altopiano della Predaia con partenza ed arrivo al rifugio Predaia Todés Ci. L'itinerario scelto per la passeggiata serale è un percorso semplice ma non banale e la luce diffusa dalla luna piena rendeva l'atmosfera fatata con il panorama sul Brenta ad alternarsi a suggestivi passaggi nel bosco.

Mappa

 
 
La ciaspolata notturna sull'altopiano della Predaia in val di Non prende avvio dal parcheggio al passo Predaia, attorno ai 1250 m di quota. Lasciata qui l'auto ci si sposta sulle piste da sci di fronte. Tenendosi sulla parte meridionale (a destra salendo), si possono infilare già le ciaspole e risalire il pendio fino ad incrociare un sentiero sulla destra che si addentra nel bosco e ci porta in quota costantemente. Un ultimo strappo ed il panorama si apre sul gruppo delle Dolomiti di Brenta di fronte a noi, dalla parte opposta della valle di Non. Se vi state dedicando ad una ciaspolata notturna, spegnete eventuali frontalini o torce e godetevi la luce della luna: uno spettacolo davvero incantato. Ancora poche decine di metri e si giunge al rifugio Predaia ai Todés Ci, nuovo e ampio edificio scelto come base per la partenza della manifestazione a cui abbiamo partecipato: la ciaspolata al chiaro di Luna. Proprio oltre il rifugio si stacca una strada sterrata (segnavia 503), ora ricoperta da neve battuta, che sale ancora dolcemente oltrepassando località Busa da Spin ed addentrandosi nel bosco. In un paio di chilometri ci ritroviamo alla malga di Tres (Rodeza, 1570 m), punto da cui si possono scegliere numerose alternative di percorso. Noi seguiamo l'itinerario previsto solo dopo aver bevuto un paio di bicchieri di ottimo vin brulè. Riscaldati dalla bevanda, i muscoli rispondono con qualche affanno quando sono costretti ad affrontare l'ultimo strappo che sale proprio dietro la malga sulla sinistra, abbandonando il sentiero 503 che porterebbe (a destra) al Corno di Tres. Il nostro itinerario invece prosegue inizialmente sul sentiero 526 fino a dopo un pianoro aperto dove lo abbandoniamo con una deviazione verso valle che ci permette di evitare un anello più ampio che condurrebbe fino alla malga Nuova di Coredo. La discesa divertente ci conduce fino alla val della Lama dove riprendiamo un sentiero, il 530 questa volta, che pianeggiante conduce fino alla busa da Spin, poco lontano da dove eravamo passati all'andata. Un secondo ristoro ci stende definitivamente ed il breve tratto di salita per rientrare al rifugio ai Todés Ci ci sembra la scalata del monte Bianco. Fortunatamente da qui in avanti sarà tutta discesa fino a rientrare al rifugio e, da lì al passo Predaia sullo stesso tragitto dell'andata. L'alternativa di rientro implicherebbe la discesa fino al rifugio Sores e di lì la risalita al passo su strada: per questa volta, dato che è anche già mezzanotte, preferiamo evitare!
Abbiamo provato un'esperienza nuova, quella della ciaspolata notturna al chiaro di luna, divertente e che di certo proveremo nuovamente in futuro, magari seguendo un percorso solitario senza assistenza.
L'evento a cui abbiamo partecipato è stato organizzato da varie associazioni dell'Altopiano della Predaia in collaborazione con il rifugio Predaia Ai Todés Ci ed è un evento ormai consolidato a cui partecipano ogni anno migliaia di appassionati. Devo dire che l'organizzazione ha un po' peccato nella gestione del ristoro conclusivo: abbiamo pagato 12€ per un paio di bicchieri di vin brulè ed alcuni biscotti secchi (per i ristori intermedi ci stava) ma al nostro arrivo al rifugio (devo ammetterlo, eravamo tra gli ultimi) ci siamo trovati a dover affrontare una coda di un'ora o più (all'aperto alle 23.00 a 1500 m di quota) per un piatto di Minestra del viandante... i numeri delle edizioni precedenti potevano far presupporre una presenza così massiccia anche quest'anno, viste anche le ottime previsioni meteo e quindi un'organizzazione più attenta (sarebbe stato sufficiente prevedere uno spazio al riparo per chi attendeva). Personalmente abbiamo preferito scendere all'auto e tornare a casa per un piatto di spaghetti a mezzanotte! Peccato perchè per il resto è stata una bellissima esperienza. 
In Trentino un'altra manifestazione simile si tiene sul monte Bondone: la BondonAIL raccoglie da qualche anno sempre più consensi (nel 2012 si è arrivati a 1800 iscritti) e permette di seguire un percorso semplice nella piana delle Viote, avendo anche un fine nobile quale la raccolta fondi per l'Associazione Italiana contro le Leucemie.
Leonardo

Cicloviaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide montagne del suo Trentino e dei dintorni del lago d'Iseo dove abita, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, ha dedicato gran parte della vita al cicloturismo viaggiando in Nuova Zelanda, Balcani, Norvegia e molti altri paesi. Ultimamente ha trascorso dieci mesi in bici nel Sud est asiatico e ha attraversato le Ande in bici.
Sito web: www.lifeintravel.it

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