Cammino dell'Arcangelo: da Roma a Monte Sant'Angelo a piedi 4° parte

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La mattina dopo riparto. Oggi voglio arrivare a Sessa Aurunca. Il cielo è grigio. Dopo due ore sono nei pressi del cimitero inglese. Non mi importa molto degli inglesi, ma il richiamo del manto erboso è irresistibile, così decido di entrare a dare un’occhiata.
Pochi istanti dopo viene iniziare a piovere a secchiate dal cielo. Il mio amico pino (non Pino), ma uno degli alberi di quel giardino, con la sua folta chioma mi fa da ombrello. Attendo che il nonno vento con il suo soffio di vita allontani quest’acqua benedetta, portatrice di sollievo per le piante e per questa terra arida. Saluto con un abbraccio pino e mi dirigo a Minturnae, dove la cinta muraria visibile dalla strada e l’anfiteatro romano mi parlano di antiche storie di uomini e guerrieri valorosi e dove il ponte sospeso sul fiume Garigliano mi regala per un momento un romantico paesaggio.

Verso Sessa Aurunca

 
Devo condividere un pezzo di cammino con la rumorosa e trafficata Appia Nuova prima di immettermi in strade di campagna dove i mandorli sono già in fiore. Questo inverno è stato mite e la primavera già bussa alle porte. Ora splende il sole e ne approfitto per una sosta ai margini della strada dove ho per sedia un tronco d’albero tagliato e le galline di una vicina abitazione che razzolano rumorosamente. Riprendo l’asfalto che con una lunga ma dolce salita mi porta a Sessa Aurunca, dove ad attendermi c’è Carmine, un ragazzo appartenente ad una associazione di trekking che avevo contattato su Facebook per avere un aiuto per la sistemazione. Lui, senza conoscermi, si era prodigato e aveva accordato una mia sosta in una stanzetta della parrocchia del paese. Ci incontriamo nella piazza antistante la chiesa. Io non conosco lui, lui non conosce me; ma io sono più individuabile dato il grosso zaino che porto. Ci presentiamo e andiamo a prendere un the insieme.
Parliamo del cammino, di sentieri, di montagna, di avventure all’aria aperta. Stupefacente quanto, quando cammini, le persone che ti aiutano, spesso, condividono le stesse passioni e come, anche se le conosci da solo 10 minuti, ti sembra essere i tuoi amici da sempre.
cammino-dell-arcangelo-20E’ questo il grande dono della natura: ti unisce a tanti fratelli. Sono contenta di aver conosciuto Carmine, una persona squisita che mi accompagna dal parroco e si raccomanda di trattarmi bene. Il curato mi fa accomodare nella stanzetta adibita a catechismo dove ci sono tutti i banchi e le sedie che ammucchio da un lato per farmi spazio e poter stendere il sacco a pelo a terra. Salto la doccia perché manca l’acqua calda. Riposo un po’ e dopo scendo in parrocchia perché questa sera c’è la celebrazione del cammino neocatecumenale che non ho idea di cosa sia ma mi incuriosisce e voglio partecipare. Mi presento, loro con molta gioia sono felici di avermi lì.
Al momento dell’eucarestia, oltre al pane abbiamo bevuto anche il vino: un privilegio per pochi. Dopo la messa una signora mi offre di andare a dormire a casa sua dove avrei potuto usufruire di un letto comodo e di una doccia calda. La ringrazio vivamente ma va benissimo anche la sistemazione che ho, allora insiste per comprarmi da mangiare. Questa volta accetto e andiamo a prendere una pizza insieme che consumerò da sola nella mia stanzetta parrocchiale prima di andare a dormire. Il mattino seguente Carmine mi raggiunge in parrocchia per offrirmi la colazione e salutarmi prima di lasciare Sessa Aurunca e incamminarmi in un sentiero nel bosco.
 

Aria fresca e fango in abbondanza!

 
cammino-dell-arcangelo-13L’aria è fresca, l’ombra mi lascia solo intravedere i raggi del sole, si affonda nel fango quasi fino alla caviglia ma non demordo e vado avanti, prima o poi finirà. E così mezza infangata sbuco su una strada asfaltata che mi porta a Nocelleto. E’ domenica mattina. Faccio un salto in chiesa. Apro la porta, è piena di gente. Una ragazza vede il mio zaino e mi fa posto accanto a lei.
Alla fine della celebrazione mi racconta che anche lei ha fatto il Cammino di Santiago. Ci prendiamo questo momento per ricordarci rispettivamente dei dolci ricordi del Cammino. E’ splendido sentirsi parte di una grande famiglia: quella dei pellegrini.
Riprendo la marcia per strade secondarie di campagna dove un’auto con due uomini a bordo mi accostano e mi chiedono dove sono diretta, esortandomi a stare attenta. Sono le 17 e sto per raggiungere Sant’Angelo in Formis dove ricevo una splendida accoglienza nella basilica benedettina oggi dedicata a San Michele Arcangelo.
Mi sveglio che è lunedì, il sole mi riscalda. Il percorso passa vicino la Reggia di Caserta. Mi concedo un paio d’ore di relax per visitare gli incantevoli giardini e scattare qualche foto a Diana e Venere, poi riprendo a camminare fino a Maddaloni dove sosto per consumare un formaggio primo sale su una panchina. Mentre cerco una fontana per bere chiedo a un paesano cosa fossero i torrioni che spiccavano nella parte alta del paese e mi dice che in quel punto si dice sia apparso San Michele, patrono della città. L’Arcangelo è sempre presente.
Avanzo con passo deciso. E’ pomeriggio inoltrato ed è giunta l’ora di fermarsi. Vedo un cartello “Frati Minori”. Vado a chiedere ospitalità.
Oggi il convento è adibito ad ospitare ragazze-madri e mi dicono che lì non posso stare. Chiedo se posso montare la tenda nel giardino. Mi viene negato anche questo. Cerco riparo altrove. Poco dopo trovo vicino ad una chiesa un gruppetto di uomini. Manifesto la mia necessità di un posto riparato dove sostare per la notte, anche per terra andrebbe bene.
Il parroco mi accoglie, si prende cura di me, mi porta a mangiare fuori. Arrivato il momento di andare a dormire, un piccolo “inconveniente”.
Il giovane padre mi invita ad andare a dormire nel comodo letto in sua compagnia, invece di stare a terra. Lo ringrazio fraternamente per essersi prodigato e per tutto quello che ha fatto per accogliermi nel miglior modo possibile. Aveva già fatto abbastanza per me e non mi sembrava il caso di continuare a preoccuparsi …
Il viaggio a piedi di Luigina lungo il Cammino dell'Arcangelo continua... se vi siete persi la terza parte leggetela qui!!! Buen Camino a tutti!
Luigina

Sono salentina, ho 30 anni e sono Guida Ambientale Escursionistica. Da sempre amante dello sport e dell'attività fisica, da diversi anni ho abbandonato gli sport "tradizionali" per avvicinarmi ad attività outdoor come l'escursionismo, l'alpinismo, la speleologia, il canyoning. Grazie a queste nuove passioni ho pian piano riscoperto e ristabilito un primo contatto con la Natura. Lo scorso anno poi sono arrivata sul Cammino di Santiago. E' stata un'esperienza forte! Vesciche, tendiniti, lacrime agli occhi; ma anche fratellanza, umanità, gente che si vuole bene senza neanche conoscersi... E' nel ritmo lento dei miei passi che ho capito quanto importante sia rispettare i tempi, darci del tempo. Quante cose passano sotto i nostri occhi e alle quali non diamo importanza, quante cose ci perdiamo, quanti piccoli messaggi ogni giorno riceviamo dall'Universo e non riusciamo a cogliere, impegnati come siamo nel "fare". Impegnati in mille cose, fai di qua, corri di la: ma per arrivare dove??? Il Cammino è la meta! Tanta gente risucchiata dal tempo, incapace di vedere dove sta andando la propria vita; ad identificarsi col passato, a proiettarsi nel futuro. Prendere coscienza di questo mi ha fatto capire che era arrivato anche per me il momento di fermarsi, rallentare, osservare. Volevo applicare alla mia vita quello che il cammino mi aveva voluto dire. Tornata a casa ho deciso così di cambiare un pò di cose.

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